Zali, ma perché un errore così pacchiano?

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Di

Zali Govdi Corrado Mordasini

Zali dice, oggi a laRegione, in merito all’albo LIA: “È una questione delicata. Si sta cercando di salvare capra e cavoli, anche con imponenti sforzi diplomatici. E se ci fosse un po’ più di unità in questo Cantone, sarebbe forse più facile.”

Eh certo, ti pareva. È sempre colpa degli altri. Cinque in Consiglio di Stato, un collega leghista e due borghesi che non alzano la cresta nemmeno se gli strappi le piume dal sedere e la colpa è degli altri. Probabilmente di Bertoli, che gli mette il bastone bianco tra le ruote. Zali tira anche in ballo Pagnamenta, il deputato liberale che aveva depositato l’iniziativa e ora la critica.

Ma le chiacchiere sono a zero. Un deputato può proporre qualsiasi cosa al governo. La proposta viene sottoposta alle commissioni ed è il Gran Consiglio che la vota. Poi tocca al Governo, in questo caso al ministro, attuarla. Per questo le due istanze si chiamano “legislativo” e “esecutivo”.

Sta all’esecutivo eseguire gli ordini del parlamento. Tra questo dovere c’è anche quello di sottoporre la legge alle verifiche (ovvie) di legge. In governo i giuristi non mancano e fanno quello di mestiere, mica si occupano di divorzi. Infatti, Pagnamenta respinge al mittente le accuse: “La nostra proposta è rimasta ferma due anni sul tavolo del Dipartimento del territorio. (…). In tutti questi anni penso che con i funzionari e gli esperti giuridici che ci sono a Bellinzona si sarebbe potuta svolgere un’analisi approfondita e presentare così una modifica di legge conforme, che evitasse l’insorgere di tutte queste problematiche.”

Ma la cosa ridicola è che in seguito a un’interpellanza dei socialisti Bang e La Mantia, il governo aveva ammesso pochi giorni fa che non era stata fatta alcuna verifica dal profilo legale.

Nessuna verifica dal profilo legale? Ma che modo è di lavorare? E non si venga a dire che sono attacchi pretestuosi: qualunque funzionario dovrebbe pensare a una cosa così ovvia. È come se un dottore ci operasse per un tumore, non trovasse nulla e ammettesse candidamente che non aveva fatto esami preliminari per essere sicuro che il tumore ci fosse.

Ma il punto non è nemmeno questo. Un errore può essere perdonato, ma perché è avvenuto? Come mai Zali, con tutti i collaboratori e giuristi che ha il Territorio, non ha pensato a delle conseguenze che probabilmente, chiedendo, sarebbero venute in mente al primo idraulico o carpentiere a cui avesse chiesto?

Forse la risposta ce la da lo stesso Zali: “Questo cantone è in perenne campagna elettorale”. Nessuno escluso.

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