300 famiglie prese per il naso da Quadri

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Uno scritto amaro quello inviato a Lorenzo Quadri dai firmatari della petizione volta a combattere contro la clausola del reddito ipotetico, petizione consegnata all’ex presidente del Gran consiglio Luca Pagani nel febbraio di quest’anno. In poche parole, la proposta del legislativo prevedeva il calcolo sistematico di un reddito ipotetico se nessuno dei due genitori avesse lavorato o lavorasse a tempo parziale. Secondo i firmatari, questo calcolo inventato avrebbe “creato una situazione drammatica e pesante per moltissime famiglie”.

Quadri, come è sua abitudine, promette mari e monti a tutti i questuanti che bussano alla sua porta (compresi i firmatari della petizione e alcuni rappresentanti delle famiglie con dati concreti alla mano) salvo poi fregarsene allegramente. Noi pubblichiamo la lettera inviata al Consigliere nazionale e direttore del Mattino:

“Egregio Onorevole Quadri,

ho appreso ora che nella seduta odierna del Gran Consiglio è stata dibattuta la nostra petizione con il rapporto di maggioranza di Cedraschi e quello di minoranza di Fonio (il quale tendeva a togliere il reddito ipotetico). Con amara delusione ho appreso che TUTTI i componenti della LEGA ( nonostante anche i suoi impegni verbali con i quali si è impegnato personalmente a sensibilizzare i membri in Gran Consiglio!) e UDC hanno bocciato il rapporto di Fonio che voleva aiutare le famiglie togliendo il reddito ipotetico in modo da non creare scorrettezze e discriminazioni nei confronti di cittadini già in difficoltà. Questa per me è veramente una delusione , in quanto ho sempre creduto e sostenuto la lega a favore del popolo, ma vedo che tutta questa propaganda elettorale a favore del popolo viene fatta solo quando conviene, mentre quando è il momento di FARE non si ha il coraggio di votare con coscienza e con raziocinio a favore di tutti quei ticinesi e residenti alla canna del gas…

Faccia i miei complimenti per l’incoerenza leghista a tutti i vostri membri, le nostre famiglie a tempo debito si ricorderanno di quanto avete promesso con i bla bla e di quanto invece avete fatto oggi! “

La lettera prosegue criticando anche il giornalista del Mattino che lo scrivente aveva più volte contattato senza ricevere risposta, e termina così:

“Io e le 301 famiglie firmatarie della petizione siamo profondamente delusi da chi si ergeva fino ad oggi a paladino delle famiglie e delle persone in difficoltà (voi della lega), e oggi invece ci avete pugnalato alle spalle dandoci il colpo di grazia. Vi ringraziamo di cuore, se questo è il vostro impegno non ci aspetteremo più nulla!!”

Una lettera amara dicevamo, che usa parole logiche e pulite. Nulla abbiamo da aggiungere, se non che il seguire i voti e i lavori parlamentari dovrebbe essere dovere di ogni buon ticinese, anche solo per capire chi davvero fa i suoi interessi. Quadri, come abbiamo visto, ama molto l’aria fritta, mentre altri lavorano dietro le quinte per aiutare veramente.

Inoltre si dovrebbe anche far notare che lo Stato sta violando palesemente i seguenti articoli della Costituzione Cantonale:

Tutela della dignità umana: la dignità umana della singola persona e della famiglia con questi tagli è stata totalmente calpestata

Diritti sociali: Ogni persona nel bisogno ha diritto ad un alloggio, ai mezzi necessari per condurre un’esistenza conforme alle esigenze della dignità umana e alle cure mediche essenziali.

Obiettivi sociali: Il Cantone provvede affinché i bambini possano disporre di adeguate condizioni di sviluppo e le famiglie vengano sostenute nell’adempimento dei loro compiti.

Non da meno è stata violata anche la Convenzione sui diritti del fanciullo, ratificata dalla Svizzera il 24.02.1997, entrata successivamente in vigore il 26.03.1997

Inoltre il Cantone stesso sul sito (www.ti.ch/infofamiglie) per l’assegno integrativo di prima infanzia scrive esplicitamente che:

L’assegno integrativo copre il fabbisogno dei figli che non hanno ancora compiuto i 15 anni (spese riconosciute della famiglia meno tutti i redditi), quando i genitori non hanno mezzi sufficienti per assicurare loro l’indispensabile.”

L’assegno di prima infanzia copre il fabbisogno dell’intera famiglia, quando i figli (almeno uno) hanno un età inferiore ai 3 anni.”

Oggi trovare un impiego è difficile e, se lo si trova, spesso è sottopagato. Lo Stato dovrebbe perlomeno tutelare i suoi più fragili cittadini e i loro figli. In una dichiarazione a noi rilasciata, i firmatari ribadiscono i concetti a loro cari:

“Non vogliamo discutere sul fatto che gli uffici preposti all’elargizione di questi assegni debbano fare le loro verifiche, ci mancherebbe, ma ora le famiglie a causa di questa riforma di legge si trovano con le entrate decurtate fino a ¾ a dipendenza del singolo caso, con conseguente indebitamento di affitti e altre spese correnti mensili, senza contare coloro che sono entrati loro malgrado nel limbo dell’assistenza sociale. Insomma, oltre al danno anche la beffa.”

E proseguono accusando i partiti che sono stati insensibili alle loro istanze:

“Ma ciò che è peggio è la beffa politica da parte di quei partiti che come detto si ergono a paladini della popolazione (Lega e UDC). Questi partiti voltano le spalle ai cittadini in difficoltà e votano facendo in modo che restino nella situazione di indebitamento non imputabile a loro stessi, ma a causa dello Stato (politici, parlamentari e Consiglieri di Stato), il quali se ne lavano le mani come Ponzio Pilato.”

Quadri risponde ai firmatari, così: scusando il suo giornalista. (Ma il portavoce dei firmatari ha più volte cercato di ricontattare il giornalista senza avere risposta e senza mai essere richiamato.)

“Buongiorno, il giornalista mi ha detto di avere provato a contattarla in varie occasioni senza risultato. Sulla questione degli assegni: io ne ho parlato con il capogruppo in Gran Consiglio. Poi il gruppo è ovviamente libero di fare le sue valutazioni, tanto più che non ne faccio parte e quindi non partecipo alle sue riunioni. Mi spiace che alla fine che abbia fatto un scelta diversa. Io posso presentare delle proposte ma la linea della Lega non la decido io. cordiali saluti”

I firmatari però, nella dichiarazione a noi rilasciata, proseguono amareggiati:

“Una riflessione e la tentazione alla disobbedienza civile, ci impongono, vedendo violati i nostri diritti, di domandarci se non sia giusto allora non adempiere ai nostri doveri. Sottolineiamo che questo non è un articolo di propaganda politica, ma uno spunto di riflessione per tutti i cittadini sul modo di agire incoerente di certi partiti, politici e Cantone come sempre a scapito delle fasce deboli.”

Queste persone hanno ragione su una cosa. Hanno il diritto di essere ascoltati e hanno anche il diritto all’onestà dei politici. Inutile promettere cose che poi non si è in grado di mantenere. Questa gente merita perlomeno la coerenza. Se non li si può aiutare glielo si dica, ma non li si meni per il naso.

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