Boris, chi ha la faccia come il culo?

Di

1) Febbraio 2013: i Bignasca, padre e figlio, vengono condannati per diffamazione;

2) Nel 2015, Boris Bignasca si cucca una pena pecuniaria sospesa e multa in qualità di direttore del ‘Mattinonline’ e del defunto 10 minuti per ripetuti reati contro l’onore;

3) Nell’aprile 2016, Boris Bignasca, condannato in appello, paga 9’500 fr di indennizzo, 1’500 di spese processuali e si becca una pena sospesa condizionalmente di 8100 fr.

Lunedì, Boris Bignasca, in parlamento chiedeva che Lisa Bosia Mirra si dimettesse dalla Commissione carceri in favore di una persona più degna. Certo che la parola “degno” in bocca a Boris Bignasca ci sta come un piffero nel sedere di un pavone.

Non stiamo qui a parlare dei numerosi pregiudicati che sono stati seduti in parlamento tra le fila dei leghisti, persone rozze, come Rodolfo Pantani, gente che insultava e berciava come se si trovasse all’osteria (Zio Attilio compreso). La dignità passa attraverso anche il rispetto delle istituzioni se proprio vogliamo essere puntigliosi, e non solo delle leggi. Che sia uno come Boris Bignasca a chiedere le dimissioni di una persona che ha violato le leggi nemmeno per proprio tornaconto fa non solo ridere, ma mette a disagio. Sì, perché ti viene da pensare che certe persone prendono per il sedere le istituzioni. Giocano a due giochi tranquillamente, quello dei finti indignati da una parte e quello degli incazzosi picconatori dall’altra.

Noi sinceramente delle lezioni del Boris non sappiamo che farcene. Cominci lui ad appropriarsi di quella dignità che il parlamento ticinese ha perso negli ultimi vent’anni coi teatrini della Lega. Che sia poi l’elettore a decidere chi è che ha davvero la faccia come il culo.

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