Ciak, si gira a Lugano! E va in scena il pasticcio

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Alessandro Siani è un attore napoletano di successo, che dopo un tot di cinepanettoni ha deciso di mettersi dietro la macchina da presa ed è diventato un regista di successo.

Occasione stupenda dunque per Lugano se cotanta macchina da spettatori ha messo gli occhi su di essa per girare alcune scene del film “Mister Felicità”, nelle sale l’anno prossimo. Detto, fatto, la Ticino Film Commission si muove per organizzare il tutto. Girare un film non è un gioco da ragazzi. Ci vogliono comparse, location (luoghi, in italiano), permessi, piani di lavorazione e mille altre cose.

I luoghi scelti dalla troupe del film sono il LAC e il centro della città: scorpacciata di piani e immagini che daranno lustro alla città. Tanto per fare qualche esempio, ci sono località che hanno visto impennare le proprie entrate turistiche grazie a film di successo: Polignano a Mare ringrazia ancora oggi Checco Zalone, Porto Empedocle ha eretto un monumento al commissario Montalbano (e a Camilleri).

Il Municipio di Lugano è sensibile alla promozione culturale, il LAC è un luogo di cultura, il gioco è fatto. Porte aperte, anzi spalancate, anche se ci si premura di avvisare la popolazione che qualche disagio al traffico ci sarà. Pazienza, con l’uscita del film, l’indotto è servito.

Quello che non è previsto invece è che in tavola venga servito il pasticcio, che a Siani piace di maccheroni (napoletanità oblige), ma che in questo caso rischia di essere un po’ indigesto.

Succedono infatti un paio di piccoli imprevisti, che rendono le cose un po’ complicate. Qualche giorno prima delle riprese la piazza del LAC risulta occupata da tre torri d’acciaio, pronte per ospitare l’istallazione che celebrerà il primo compleanno della struttura. Nemmeno Eisenstein riuscirebbe a giustificare un cantiere con tre torri nella sceneggiatura di un film che parla d’altro e l’estetica proletaria non fa parte dell’orizzonte di Siani. Che fare? Febbrili discussioni tra le alte sfere del LAC, il cantiere non è stato segnalato né ai servizi della città né al Municipio e quindi tutti si rimpallano le responsabilità. Alla fine arriva il verdetto: le torri vanno giù e Siani avrà campo libero. Sì, ma il giorno in cui è permesso girare le scene all’esterno non collima più con quello per girare le scene all’interno del LAC. Altri conciliaboli e alla fine saltano molte scene in centro città, quelle da cartolina. Risultato: il LAC farà la sua porca figura in “Mister Felicità”, ma probabilmente quasi solo lui.

C’è un piccolo particolare aggiuntivo, però: qualcuno deve pagare lo smontaggio e il rimontaggio delle torri. Il Municipio, ovviamente. I media parlano di un costo di 100 mila franchi, mai smentito.

Borradori ha ringraziato su Facebook il Municipio che “ha saputo dare risposte concrete e rapide per consentire alla pellicola di continuare a scorrere”. Par di capire che per “Il Municipio” si intenda il collegio composto di tre leghisti, due liberali, un socialista e un PPD.

Strano, perché i leghisti (che non hanno la maggioranza relativa in Municipio, non hanno il sindaco del loro partito, in pratica non c’entrano nulla con Lugano) sul caso delle torri smontate e rimontate ci vanno giù pesante. Contro chi? Contro i direttori del LAC e contro la Ticino Film Commission, perché loro – i leghisti – non c’erano e, se c’erano, dormivano.

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