Coerenza leghista: No al burkini, sì a incassare soldi dagli annunci delle prostitute

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C’è una cosa che non capisco.

Sul Mattino, qualche tempo fa, sono state pubblicizzate in grande stile le mozioni di Aron D’Errico (Locarno) e Nicolas Marioli (Lugano) che chiedevano di proibire il burkini in quanto “strumento di oppressione che calpesta la dignità delle donne”. Tutto bene se non fosse che, a pagina 22 della stessa edizione del Mattino, mi sono imbattuto in una serie di annunci pubblicitari con tanto di fotografie di tette, culi e vagine. Per esempio quello di Teresa di Cadenazzo, “caldissima mulatta irresistibile” con, cito, “una bellissima 7° di seno naturale!!! Vogliosa e disinibita”. L’annuncio si concludeva così: “Mi piace davvero godere e farti godere. 69, baci, gola profonda. Body massage, fetish e tanto di più”. C’erano poi, più o meno sullo stesso tenore, anche gli annunci di Patrizia, di Jenny, di Carolina, di Daniela, di Belen, dei trans Alessia e Claudia, di Debora, di Isabella (“ninfomane trentenne!”), della trans Marcely Chiapetta, di Giulia, di Naomy, di Sara, di Asia, di Melissa, di Fabiana e di Luigia. E sia chiaro: non è che il Mattino (tra l’altro fondato da Giuliano Bignasca, a suo tempo proprietario del Gabbiano) ha deciso di pubblicare questi annunci gratuitamente, per carità cristiana.

I due giovani leghisti – fautori dei diritti delle donne – D’Errico e Marioli si faranno anche promotori di una legge che proibisca a un settimanale di partito di lucrare sulla prostituzione e sulla mercificazione del corpo delle donne (strumento di oppressione che calpesta la loro dignità)? Ci lasceremo sorprendere.

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