Da quando la Lega sta con la legge?

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Concentriamoci sugli esponenti di primo piano della Lega che hanno condannato fermamente la manifestazione di Chiasso, non sulla varia umanità che ha scritto di tutto e di più sui social e di cui il Gas ha già riferito (leggi qui).

Intanto vien da sorridere nel leggere certi giudizi su un paio di petardi esplosi quando il loro gruppo di riferimento a Berna, l’UDC, per bocca del suo presidente Albert Rösti, ha auspicato nonché stimolato possibili tumulti di piazza in caso di un’applicazione soft della loro Iniziativa contro l’immigrazione di massa (leggi qui). I tumulti di piazza sono le barricate, gli spari, le aggressioni, i morti. Sono il ’68, sono la presa della Bastiglia. Chi auspica insurrezioni popolari e poi si lamenta per due petardi e due case imbrattate o non è in chiaro col concetto di “tumulto” o prende in giro sapendo di prendere in giro.

Ma soprattutto, in caso di esponenti non di primo pelo della Lega dei Ticinesi, mostra di non conoscere nemmeno la propria storia. La Carovana della Libertà ce la ricordiamo? Quelli che bloccavano l’autostrada (infrangendo il codice penale e deridendo la polizia, venendo alle mani), e che ci hanno riprovato senza successo (imborghesiti con le spider), ora si scandalizzano per una manifestazione non autorizzata. Due pesi e due misure o semplice, conclamata, inscalfibile doppiogiochismo leghista?

Sarebbe una bella operazione di memoria per il nostro Cantone andare a cercare vecchie foto, vecchi filmati e vedere quanti della Lega di allora sono in prima fila a fare gli alfieri della legalità, del rispetto delle leggi. Noi abbiamo cominciato.

© Maffi
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