“Dio si sarebbe vergognato”

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Un qualsiasi posto d’Italia. Fine di una qualsiasi celebrazione, la gente è riunita fuori a gozzovigliare come ha sempre fatto. Si parla del più e del meno. Sono tutti ben vestiti e festosi. Da lontano, quasi timoroso si avvicina un ragazzo di colore, malvestito e timido. Dev’essere difficile per lui passare in mezzo a tutta quella gente luccicante e piena di roba. Magari anche lui un tempo, a casa sua, era una persona benestante, magari aveva anche lui un vestito da sfoggiare la domenica e una famiglia con la quale ridere, scherzare e fare programmi domenicali. L’aveva, ora non ce l’ha più. E’ in un posto straniero, dove non conosce la lingua e deve mendicare per rimediare quei quattro spicci per consolare lo stomaco che gli borbotta da giorni. Magari ha vergogna e paura, perché sa come verrà guardato dalla gente a causa di alcuni cattivi esempi fra la gente che con lui è arrivata… Ma la fame è più forte e quindi la mano la tende lo stesso. Fine di una celebrazione dicevamo, dove il sacerdote avrà parlato dell’amore fraterno, dell’amare il prossimo come se stessi e tutta quella gente avrà ascoltato attenta per poi uscire all’esclamazione “andate in pace”. E poi c’è lui, per il quale la pace non c’è mai stata se non in un breve spiraglio di vita. C’è lui, un povero immigrato che vive di elemosine e pensa, probabilmente, che se c’è qualcuno potrà aiutarlo è proprio fra quella gente, così festosa e luccicante. E poi c’è la gente che lo ignora, non lo degna di uno sguardo, alcuni più educatamente con un cenno della mano, altri rivolgendosi altrove, altri ancora con un “NO” infastidito. Va via, umiliato forse più dagli sguardi della gente che dal resto. LA gente non può fare a meno di parlarne, si va da un “a me spiace, per questi poverini, ma onestamente se faccio beneficenza a tutti…” Ad un “se gli do l’elemosina poi lui vive di questo e non va a lavorare” o ad un più netto “che vada a lavorare” Fino al solito refrain già sentito “Io non gli do niente, perché già lo stato gli da 35€ al giorno…” Che forse è pure meglio di chi invece fa finta che nemmeno sia mai passato. Lui si allontana e scompare e forse non mangerà, mentre tutta quella gente a casa avrà pasti abbondanti e il dolce della domenica. E io penso. Penso che, se Dio in persona quel giorno fosse stato lì, si sarebbe vergognato di essere loro padre. Tanto quanto io mi sono vergognato di conoscerli.

Antonio Malfitano

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