Domenica violeremo di nuovo le leggi

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Di

antirazzista-corteodi Corrado Mordasini

Perché dobbiamo chiedere il permesso? Cosa facciamo di male? Nulla. Esistiamo, non siamo pecore da irreggimentare, siamo persone con i loro sogni e i loro desideri. Siamo persone responsabili, checché ne dicano leghisti e affini, ci teniamo al nostro Ticino come loro. Anzi, di più.

È per questo che domenica a Chiasso la legge sarà violata per la seconda volta. Una protesta, un corteo, un serpente di persone per dire che non ci stiamo a questo gioco al massacro che fa male anche alla nostra terra. Un corteo antirazzista, per solidarietà con le migrazioni, con tutta quella gente, compresi i nostri vecchi, che hanno dovuto sradicarsi per sfuggire alla morte o alla disperazione della fame.

La legge sarà violata perché nessun permesso è stato chiesto per effettuare la manifestazione. E sarebbe aberrante chiedere il permesso per un diritto, quello di esprimere il proprio dissenso. A volte la legge va violata, senza fare male a nessuno ma per fare capire che ci sono cose più importanti che dei codici su un regolamento.

Domenica 11settembre 2016, alle 14.00, allo stadio comunale di Chiasso.

Partirà la protesta innescata dall’arresto di Lisa Bosia e dallo stillicidio dei migranti accampati a Como. Gli organizzatori scrivono:

“Questo è un appello a tutte le forze antirazziste, a tutti gli individui che vogliono abbattere le frontiere, a chi pensa che ognuno debba potersi muovere liberamente quando e dove vuole.”

Sì, forze. Che bella parola. Siamo forti, non siamo deboli, dobbiamo solo dimostrarlo domenica. Una forza pacifica che ha consapevolezza di esistere. È una guerra quella che sta arrivando. E non si combatterà coi fucili, ma con le idee. Sarà feroce. In strada, sui giornali, sui social. Per questo non dobbiamo cedere di un millimetro e dire che siamo tutti fratelli.

Abbracciamo magari anche qualche leghista e diciamogli che gli vogliamo bene. Ok… è difficile, ma più si è forti e più si è generosi.

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