Don Quijote e i lupi dell’UDC

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Carmelo Díaz Del Moral è segretario del Partito Socialista. Il partito, mantenendo la sua vocazione internazionalista, ha messo il focoso andaluso in un posto chiave. Quello che è a tutti gli effetti il trait d’union tra la base, le sezioni e la direzione. Difficile non apprezzare la sua schiettezza e il suo modo entusiasta di spiegare le cose.

Díaz Del Moral, solitamente silenzioso, mette fuori il naso per sparare ad alzo zero contro l’UDC e le sue false promesse. In una lettera ai media, infatti scrive, perché l’UDC ha rimandato al mittente, bocciandola, una proposta di multa per gli imprenditori disonesti:

“…solo pochi giorni fa l’UDC si è opposta ancora una volta all’aumento fino a 30’000 franchi della multa agli imprenditori disonesti. (…) L’UDC pretende quindi che gli imprenditori assumano “i nostri” invece dei frontalieri solo a parole, ma la realtà dei fatti dimostra che è sempre stata contraria a sanzionare in modo efficace chi abusa delle lavoratrici e dei lavoratori.”

E si scaglia contro gli avversari rei, a suo parere, di prendere in giro l’elettorato:

“L’UDC vuole farci credere che l’iniziativa potrebbe contribuire a risolvere il problema della disoccupazione e del precariato attraverso un generico obiettivo sociale introdotto nella Costituzione difficilmente applicabile, ma non ha ancora spiegato perché continua ad opporsi alle misure destinate alla tutela del mercato del lavoro.”

Ma ne ha anche per gli altri partiti borghesi che effettivamente spingono sui tagli molto più che sulle entrate, sguarnendo importanti settori pubblici e insabbiando aiuti sociali:

“I tre partiti di maggioranza nel Parlamento cantonale hanno appena deciso di sottoscrivere il rapporto di maggioranza sulla manovra di rientro. Questa decisione del triciclo Lega, PLR e PPD colpirà duramente il ceto medio-basso della popolazione, le famiglie, i disoccupati e le persone in assistenza, mettendo in serie difficoltà la coesione sociale nel nostro cantone. D’altro canto, promette anche nuovi sgravi fiscali alle imprese, alcune di esse responsabili del dumping salariale, e ai più benestanti.

Ancora una volta i lupi si sono travestiti da pecora ma, malgrado la maschera, lupi restano.”

Carmelo Díaz Del Moral, ci permettiamo qualche domanda: in fondo qual è il ruolo del segretario, non dovrebbe lavorare dietro le quinte?

Ed è così che faccio da quando sono arrivato qua. Lo avete già spiegato nell’introduzione di questo articolo.

Ora però metti fuori la faccia. Strategia politica o incazzatura personale?

Né l’una né l’altra. Appena esci dal tuo ufficio, parli con persone disoccupate, persone che a 40 anni devono tornare a studiare, oppure altre che sono già in assistenza e sanno che ne usciranno molto difficilmente. Queste persone hanno bisogno di risposte. Hanno bisogno di diritti e non di obiettivi sociali, come propongono l’iniziativa “Prima i nostri” ed il controprogetto. “I nostri” si difendono facendo politica sui salari, sul reinserimento professionale dei disoccupati e delle persone in assistenza, sull’accesso dei giovani al mercato del lavoro.

Prima Sirica, poi Díaz Del Moral, l’impressione è che si vada in una direzione più battagliera. La comunicazione del PS è di fronte a una svolta?

Non sta me decidere come deve fare la comunicazione il PS, ci mancherebbe. Dal mio punto di vista lì fuori c’è tanta gente che ha bisogno di sapere come stanno le cose. Dire che va tutto bene è molto facile, ma non è reale. Comunque, anche se una buona comunicazione nel PS è essenziale, non sarà sufficiente: se vogliamo parlare di una svolta, questa si farà con la partecipazione dei militanti. E anche con la partecipazione della cittadinanza che condivide i nostri valori, anche se a volte ci diranno delle cose che non ci piacciono. Bisogna ascoltare. In questa direzione si sta lavorando oggi nel partito che rappresento.

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