Il megascoop di Liberatv è roba di gennaio. Complimentoni!

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Va bene che il concetto di giornalismo di Marco Bazzi è parecchio surreale, ma ciò che è successo ieri va oltre il metafisico. Va bene anche che il tempismo non è da tutti, ma sparare in homepage una notizia vecchia di nove mesi e spacciarla per megascoop fa un po’ ridere chi si informa sul serio.

I fatti. Liberatv e la Weltwoche dell’editore-direttore-consigliere nazionale-amichetto di Blocher Roger Köppel sono entrate in possesso di una guida “Benvenuti in Italia” per i migranti. Questa notizia che Bazzi ha definito diffusa in esclusiva da Liberatv è di dominio pubblico da gennaio ed è stata diffusa dal sito Meltingpot.org il 2 febbraio (leggi qui).

Ed è una guida a tutti gli effetti, non quello che con eccessivo allarmismo Bazzi ha definito “Manuale del migrante”. In quella guida, redatta sia in inglese che in italiano, sono spiegati i comportamenti che i migranti devono tenere e le cose che devono dire in caso vogliano chiedere asilo e, soprattutto, vi è indicato come farsi ascoltare. E prima di fare la lezioncina, Bazzi avrebbe potuto chinarsi sulle continue denunce di associazioni tipo Amnesty International, non un soviet spalancatore di frontiere, riguardo a minori respinti e persone col cartello “voglio chiedere asilo” rispedite in Italia.

Ciò che dovrebbe indignare uno svizzero non è l’esistenza di un documento che spiega a chi è in fuga dalla guerra come chiedere asilo, materia regolamentata da una quantità industriale di trattati internazionali sicuramente sconosciuta a Bazzi. Ciò che dovrebbe indignarci è che questa guida è stata redatta da persone coscienti del fatto che i migranti non hanno diritti, non vengono considerati nemmeno esseri umani alle volte ma pacchi postali da caricare su pullman e trasferire pure se vogliono raggiungere il fratello o la moglie.

Quella guida è un manuale di sopravvivenza in una giungla di leggi non rispettate, diritti negati e violazioni del diritto internazionale. Marco Bazzi su questo dovrebbe riflettere, non su una notizia stravecchia e di dominio pubblico spacciata per scoop. Sarebbe bastata una ricerchina facile facile su Google, annotiamo come anche questo sia chiedere troppo.

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