La comunicazione del PS: un grande boh

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Di

PSdi Casimiro Bianchi

Fa male vedere qualcuno farsi male. Eppure questo sembra essere il destino del Partito Socialista. L’ultimo esempio? Il caso Bosia Mirra.

Lisa ha fatto bene. Anzi benissimo: le leggi ingiuste meritano di essere violate. Ma questo il GAS lo ha già detto chiaro. Qui, per esempio. E anche qui e qui. Inoltre, se illegalità c’è stata, è perché di illegalità ce n’era un’altra a monte, ben più grave e disumana: quella dei minorenni respinti alla faccia di tutti gli accordi internazionali.

Qui però non c’entrano il torto o la ragione di Lisa, bensì la reazione del suo Partito. Che purtroppo sembra pavloviana. Ci attaccano? Non solo prendiamo le mazzate: ce ne diamo anche un po’ da soli. Così, per puro masochismo, pare. Sempre. Pavlov ne sarebbe estasiato. Ma si può?

A caldo, appena arrivata la notizia, il Partito Socialista se ne è uscito con un comunicato stampa da piangere: non sappiamo un cazzo, aspettiamo di saperne di più, le leggi si rispettano sempre e comunque.

Non una-parola-una di solidarietà, foss’anche solo umana, con la sua deputata. Dopodiché – è facile immaginarlo – nel Partito, dietro le quinte, dev’essere scoppiato un mezzo bordello. Perché Lisa – lo sanno anche i paracarri – è una rompicoglioni compulsiva con un ego sovradimensionato, ma è generosa e idealista, si sbatte un casino per i migranti e perciò suscita anche grandi e meritate simpatie. Ecco allora l’indomani un secondo comunicato socialista, un pelino più equilibrato, dove si ribadisce il rispetto della legalità, però si chiede anche “un serio approfondimento quanto alle prassi adottate per distinguere le persone da inviare al centro di registrazione dei richiedenti asilo e le persone soggette alla procedura di riammissione in Italia, in particolar modo per quanto riguarda i minori non accompagnati”. E alla fine si riconosce il dramma personale del conflitto fra il rispetto delle leggi e la voce della coscienza. Wow! Che fegato!

Domenica la reazione leghista è stata altrettanto pavloviana: una pagina e mezza di legnate contro il partito “spalancatore di frontiere”, accusato di incoerenza fra la legalità sbandierata a parole e la mezza difesa della sua deputata beccata a commettere un reato. Reazione pavloviana ma efficace: quando fai l’uregiatt, puoi solo aspettarti di essere trattato da uregiatt.

Dove ha sbagliato il Partito Socialista? Perché la sua comunicazione è così inefficace? È presto detto: ancora una volta ha giocato in difesa e ha accettato il confronto sul terreno scelto dall’avversario. Come sempre, vittima di un’accusa, legittima o meno, il PS si è difeso spiegando, giustificando, ammettendo ma distinguendo, dissentendo ma approvando… Fuffa. Inutile, penosa fuffa. Incomprensibile e controproducente. Con un unico risultato possibile: vince la Lega.

La comunicazione non si fa così. Non si deve mai accettare il frame comunicativo dei propri avversari. Mai. Si deve invece ribaltare il tavolo e scegliere in prima persona su quale terreno combattere. Poi alzare il livello dello scontro e colpire. Colpire duro, senza pietà. Colpire lì dove fa male.

Nel caso Bosia Mirra, allora, come avrebbe dovuto rispondere il Partito Socialista? Sarebbe bastato un unico, scarno comunicato per dire poche, semplici cose.

  1. Sappiamo con certezza, perché la conosciamo, la stimiamo e ci fidiamo di lei, che Lisa, qualunque cosa abbia fatto, ha agito mossa da un ideale umanitario e non a scopo di lucro.
  2. Se davvero Lisa ha violato la legge lo stabilirà la giustizia, non i forcaioli leghisti, perciò aspettiamo l’esito dell’inchiesta.
  3. Se dall’inchiesta emergerà la violazione di una legge, Lisa si farà carico di tutte le conseguenze, perché è una persona seria e responsabile.
  4. In ogni caso, Lisa non ha ucciso, non ha derubato, non ha offeso, non ha truffato. Al massimo avrà aiutato dei ragazzini a ricongiungersi con le proprie famiglie. Non s’è fatto male nessuno, perciò non rompete i coglioni.
  5. Prima di bastonare Lisa per il suo eventuale comportamento illegale, se ne cerchino e se ne denuncino le vere cause, ossia le illegalità commesse alla frontiera e documentate da organizzazioni e osservatori indipendenti.
  6. Ma soprattutto noi non accettiamo lezioni da un partito il cui fondatore, pluricondannato, non pagava l’AVS ai suoi dipendenti e invitava a rubare i radar della polizia. Un partito i cui media sommergono di calunnie e insulti chiunque non condivida le idee fasciste dei suoi dirigenti o si permetta di criticare l’operato dei suoi esponenti. Oppure vogliamo parlare del figlio del fondatore, oggi deputato in Gran Consiglio e direttore del portale on line, condannato per diffamazione e ingiuria? O magari vogliamo discutere del consigliere nazionale con tre lavori, un reddito di più di 200 mila franchi all’anno e la fama di essere l’assenteista più inutile di tutte le Camere federali? E noi dovremmo accettare lezioni da questa gente? Guardassero in casa loro che razza di figuri rappresentano la Lega, piuttosto. E andassero a nascondersi. O anche ‘affanculo, che è meglio.

Brutale? Certo. Brutale ma potente, chiaro, comprensibile. Così facendo, non solo il Partito Socialista avrebbe assunto una posizione netta e coerente con i suoi princìpi, ma avrebbe attaccato ributtando la palla nel campo dell’avversario, costringendolo a giocare in difesa.

Finché non imparerà a comunicare in maniera più emozionale, muscolare, aggressiva, coraggiosa e pure incazzosa, finché se ne resterà a cincischiare con i distinguo, le scuse, le mezze ammissioni, i richiami alla legalità a oltranza e i discorsi fumosi sui massimi sistemi, finché non colpirà con vigore i propri avversari, finché continuerà a mantenere un basso profilo per non disturbare e non scandalizzare nessuno, finché non tornerà a parlare al popolo con la lingua del popolo, con le parole del popolo e sì, anche con la volgarità del popolo…

…il Partito Socialista non convincerà nessuno delle proprie ragioni. Peggio ancora: non si farà comprendere, anzi nemmeno ascoltare, e questa è la colpa più grave in assoluto quando si fa comunicazione. Quindi non crescerà di un solo punto percentuale nelle urne. Semmai perderà altri voti. E, per chi sente il proprio cuore battere a sinistra, questa è una prospettiva deprimente.

È tanto difficile da capire? Un grande boh.

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