L’inflazione non conteggia i premi di cassa malati

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Alfonso Tuor, Telegionale RSI delle 20.00, mercoledì 7 settembre 2016: “Il tasso di inflazione non cattura veramente tutto l’aumento del costo della vita, un esempio banale: le spese obbligatorie, in primo luogo i premi delle casse malati, che intaccano pesantemente il salario, il potere d’acquisto delle famiglie”.

Fermi tutti! Alfonso Tuor non è un pericoloso mangia-bambini! Eppure ha detto una cosa che, se avessimo un popolo un po’ sveglio e combattivo, farebbe scendere in piazza anche bambini, anziani e invalidi: in Svizzera l’inflazione non contiene l’unico prezzo che aumenta ogni santo anno che passa, ovvero i premi delle casse malati.

Ma scherziamo???

Quindi fateci capire: ci dicono che i prezzi diminuiscono, ma in realtà i dati sono falsati perché non c’è dentro l’unico prezzo che aumenta? Ci si continua a scannare su dati fissi (come quelli della disoccupazione) e nessuno si lamenta dell’unico dato veramente falso che abbiamo segna tutta la politica economica pubblica?

Andiamo all’Ufficio di statistica. Scopriamo che nel rilievo dei prezzi sono tutti coscienti di questa cosa, e la spiegano così: “se ti ammali, la cassa malati ti paga le cure. E quindi non posso mettere i premi nel paniere, perché ricevi indietro dei soldi”. È evidente che è un argomento allucinato, perché tutti ricevono in quantità diversa a dipendenza della malattia (da poche migliaia di franchi a milionate intere) ma tutti pagano uguale, poveri e ricchi! Come il pane!

Il dato dell’inflazione è evidentemente falsato, con lo steso scopo che aveva il papavero in un salone dell’oppio in Cina a inizio Novecento: farci rincoglionire tutti. La politica dovrebbe intervenire, perché se l’indice dei prezzi non contiene il prezzo più importante… allora bisogna ripensare l’indice, non farci andare a schiantare contro il muro dicendoci “coglioni, adeguatevi voi al nostro indice matematico, anche se lo sappiamo che è sbagliato”.

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