L’irresponsabile UDC vuole i tumulti di piazza

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In Svizzera si rischiano tumulti popolari se il mondo politico nel lungo termine ignorerà votazioni democratiche e nel contempo gli immigrati ci porteranno via i nostri impieghi e rovineranno il sistema sociale“, questo ha detto domenica il badante di Blocher e presidente democentrista Albert Rösti.

Irresponsabili e fomentatori: questo e nient’altro sono gli eletti del partito più votato in Svizzera. Non ci stupiamo, un partito riflette sempre il proprio elettorato di riferimento, quindi in fondo è comprensibile che un consigliere nazionale parli come il primo idiota del web che passa. Paventare “tumulti popolari” significa essere senza argomenti, senza preparazione, senza cultura politica. Significa, inoltre, dire candidamente “noi non sappiamo minimamente cosa fare” ed è la dimostrazione finale della propria inettitudine: due Consiglieri federali, un impero economico a sostenerli, “Edizioni straordinarie” da 900 mila franchi l’una più volte all’anno nelle nostre bucalettere per cosa? Per lamentarsi e aizzare il popolino, basta.

Inoltre, si mettano d’accordo. Lo stesso giorno in cui Rösti ha blaterato di immigrati che ci rubano il lavoro, era a Mendrisio a sostenere l’iniziativa “Prima i nostri”. Evidentemente, qualcuno non gli deve aver spiegato che “Prima i nostri” – oltreché essere fuffa al quadrato – privilegia i residenti: sul sito internet dell’iniziativa si legge “Sì alla protezione dell’identità ticinese e dei diritti di chi abita in questo territorio.” Che tu sia svizzero, uzbeko o del Suriname basta che tu sia residente. Quindi, di quali immigrati che ci rubano il lavoro stiamo parlando?

Se un qualunque politico di un altro paese avesse considerato immaginabili, e giustificato, tumulti di piazza e rivoluzioni avreste riso, gli avreste dato del pirla, qualcuno avrebbe anche detto “Vai a fare il comunista da un’altra parte”. L’ha detto il presidente dell’UDC, in Svizzera. Fa ridere? Tutto normale? O, forse, è ora di iniziare a preoccuparsi sul serio?

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