Lotta tra due Bobi

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Sarebbe interessante, anche se non risponderà mai, chiedere a Bobo Bignasca come concilia i discorsi su elfi e hobbit alla festa dei padani a Pontida con il voto di domenica. E soprattutto, come si confrontano i leghisti nostrani coi padani di Bobo Maroni, che in fondo guardano anche loro alla propria saccoccia.

Ma questo non sembra scalfire quell’amore un po’ canino che hanno i leghisti nostrani per i Salvini, i Maroni e i Borghezio di turno. Scodinzolano felici correndo in giro quando ne arriva qualcuno in visita. Felici di essere stati notati e di ricevere una carezza sulla testa. Anche se Maroni prevede già di salire sulle barricate per difendere, ovviamente, i suoi.

“Il Canton Ticino ha votato per bloccare l’ingresso a decine di migliaia di lavoratori lombardi (LAVORATORI, non immigrati clandestini) che ogni giorno attraversano il confine per lavorare (regolarmente) in Svizzera. L’esito del referendum è chiaro: il popolo sovrano si è espresso, viva la democrazia diretta. Accettiamo l’esito del referendum, naturalmente, ma vigileremo perché ciò non si traduca in una lesione dei diritti dei nostri concittadini lombardi o (peggio) nella introduzione di discriminazioni o violazioni delle norme che tutelano i nostri lavoratori. A partire da domani, dunque, la Regione Lombardia predisporrà le adeguate contromisure per difendere i diritti dei nostri concittadini LAVORATORI.”

Una guerra tra leghe padane (eh sì, perché anche noi lo siamo) che però non sembra scalfire assolutamente l’elettorato che, granitico e fedele, se ne frega allegramente di queste piccole sbavature che in fondo non inficiano una decennale amicizia. Domani dovremo prenderci a sprangate sui denti coi frontalieri? Pazienza, quelli di Pontida sono dei ragazzi veramente forti!

E ricordiamo con simpatia che c’è sempre qualcuno più terrone di noi.

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