L’UDC e il prosecco: evviva il Made in Italy!

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Farsi prendere per il culo dal giornale italiano più prestigioso non è cosa da poco, ma l’UDC è riuscita anche in questo. Sull’edizione di lunedì del Corriere della Sera infatti leggiamo: “Il grotto è un’osteria in un luogo fresco e tranquillo, tipica del paesaggio svizzero. E in un grotto alle porte di Lugano si sono trovati ieri pomeriggio i promotori e vincitori di “Prima i nostri” che vuole limitare la presenza di lavoratori stranieri in Canton Ticino. Ma al momento del brindisi è stato necessario stappare bottiglie di Prosecco, italianissimo. La morale del voto di ieri è tutta chiusa in questa immagine.

Stupendo, mirabile. E, in effetti, verissimo. Quelli che si indignarono per il vino italiano bevuto nella celebrazione della caduta dell’ultimo diaframma di Alptransit, domenica hanno stappato bottiglie di ottimo Prosecco italiano. Potremmo star qui a far battute e ridere anche noi fino a domattina, ma sarebbe un po’ come ripetere l’ovvio: lasciamo quest’esercizio a testate come il Corriere della Sera che hanno la fortuna di conoscere molto meno di noi i Democentristi nostrani. Perché c’è una cosa ancor più meravigliosamente tragicomica. Sono saltati alla gola di Paolo Bernasconi perché ha osato dire l’ovvio, cioè che senza frontalieri (e Italia) il Ticino può anche chiudere, sì. Salvo poi dargli involontariamente ragione, visto che senza il Made in Italy non son capaci nemmeno di fare una festicciola tra amici.

Sarebbe stato meno borghese, meno da fighetti ma scolarsi una Feldschlössen li avrebbe aiutati a farsi sghignazzare dietro di meno quando giocano a fare gli autarchici. Strano non ci siano arrivati.

buehler

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