Ma Zali se la prende una responsabilità che sia una?

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Il 2 settembre il Tribunale Federale ha concesso l’effetto sospensivo ai ricorsi effettuati contro la tassa di collegamento. Che l’argomento fosse complesso era noto fin dalle prime battute, e il minimo che ci si poteva aspettare era che il ministro che ha ideato, lanciato e strenuamente difeso questa tassa la difendesse davanti a decisioni come quella del TF.

No, niente di tutto questo. Alla fine dello stringatissimo comunicato stampa diffuso ieri, per ulteriori informazioni viene indicato di rivolgersi al capo dei servizi generali del Dipartimento del territorio e all’ufficio giuridico dello stesso. Zali? Niente, abracadabra, se ne lava le mani. A sera, Teleticino ha diffuso alcune sue dichiarazioni all’insegna del niente mischiato col nulla, dove addirittura è riuscito a dire che la decisione del TF era “ampiamente prevedibile”. Insomma, non c’è male: prima manda avanti funzionari del suo dipartimento, poi afferma che era in fondo prevedibile che la tassa da lui voluta andasse incontro a questo stop, si vedrà quanto momentaneo.

Per Zali questa sta cominciando ad essere una consuetudine. Con il pasticcio della LIA ha spedito in trincea Beltraminelli in quanto Presidente del Governo salvo poi, intervistato da laRegione, distribuire giudizi a destra e a manca tranne che, ovviamente, per se stesso. In Ticino “siamo in perenne campagna elettorale”, disse. Che strano, detto da uno che i meriti è sempre in prima linea a prenderseli (compresa la grottesca definizione di “ministro ambientalista”) ma quando qualcosa non va, come ieri, manco figura tra le persone disposte a fornire spiegazioni.

Su un provvedimento suo, tra l’altro.

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