Nel buio mondo delle bufale su internet

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(traduzione di Roberto Sigismondi)

Il terrorizzante articolo arriva in una serata a metà aprile. Mentre scrollo le notizie su Facebook mi resta impresso la foto di un giovane ricoperto di sangue con la didascalia: “Polizia di Oslo comunica: abbiamo perso la città. L’islam ha vinto.“ Clicco il link.

Il giornale Jewsnews.co.il riporta notizie sulle situazioni nel distretto di Oslo di Grønland. Lì a sentire l’articolista, sembra come “Karachi, Basra e Mogadiscio tutt’insieme“. Droghe sono vendute pubblicamente, Donne vengono violentate durante la notte e uomini derubati. “Grønland è più musulmana del Marocco”, prosegue l’articolo. “Non è più Norvegia o Europa. Non fanno nulla a parte incassare disoccupazione o aiuti sociali”. Il giudizio del Jews News è lapidario: La polizia Norvegese ha rinunciato a Oslo.”

L’articolo è stato condiviso da un mio conoscente in FB, senza commenti. In poco tempo arriva la mia reazione al post, e mi chiedo: Può veramente essere così? E se fosse invece tutta una bugia?

Così decido di seguire il mio istinto, e mi informo su Grønland. E imparerò molto di più sull’oscuro mondo dei falsi Media.

Il sito Israeliano Jews New non è esattamente il sito di notizie che pretende di essere. Spesso ha sparso false e pesanti accuse che si rivelano persecutorie nei confronti dei musulmani. Nonostante le notizie false, la popolarità del sito non è scalfita. Solo su FB il sito Jews News è seguito da 1 milione e mezzo di persone. Apparentemente la sua influenza raggiunge anche la Svizzera.

Rispondo al post FB del mio conoscente: “Caro XY, lo sai che il sito Jews News è famoso per spargere false notizie (…)?” due ore dopo mi arriva la risposta: “probabile! Ma in ogni caso ci sono le medesime notizie riportate da altri giornali più seri. Guarda sotto!”
Effettivamente un’altra sua conoscente ha condiviso un articolo che racconta le stesse cose. L’anziana donna scrive: “In Groenlandia, come dappertutto a Oslo, tutte le violenze sessuali sono fatte da musulmani.” E condivide altri portali con il medesimo annuncio: “Oslo è perduta”. Ci rimango di merda.

Jews News non è il solo. Decisamente no. Che le notizie siano vere?

Il dubbio però non mi abbandona. O a Oslo regnano condizioni scandalose che non sono riportate dai media tradizionali, o qualcuno vuole spargere paura attraverso false notizie in grande stile. Mi metto alla ricerca dell’origine della notizia.

I fatti non contano nulla, Jews News“ ha ripreso la notizia dal sito www.siotw.org, acronimo che sta per “stop l’islamizzazione nel mondo” . A sua volta il portale ha ripreso un rapporto del network di informazione americano Breitbard, megafono della destra americana. Breitbard a sua volta si riferisce a un articolo del novembre 2011 del giornale Norvegese „Aftenpost“.

Ed é lì che per la prima volta appare la foto dell’uomo ricoperto di sangue. Fu derubato e picchiato nel quartiere di Grønland. Nell’articolo si parla di 4’000 rapine e attacchi nel centro di Oslo, ma negli ultimi 10 anni (!!!). In più la polizia rileva dall’inizio dell’anno una cinquantina di violenze sessuali. Nell’articolo, la vittima cita un poliziotto che gli avrebbe detto che Oslo è ormai una città persa. Non una parola su musulmani o l’islam.

Su „Breitbard“ la notizia diventa: “Abbiamo perso la città: Anarchia nel quartiere islamico di Oslo”. Il portale raggiunge 17 milioni di utilizzatori al mese.

Così nasce una notizia, che gira per il web da cinque anni facendo credere che l’islam sia un pericolo.

Rispondo al mio conoscente che i fatti riportati nell’articolo sono falsi, e che anche gli altri articoli si basano sulle false fonti. Piccato risponde che si sente offeso. Mentre sto per rispondergli, mi arriva un annuncio: l’utente ha cancellato il Post originale.

Nel mondo dei Falsi media, sono più importanti i pregiudizi che non i fatti. L’immagine che ci siamo fatti del mondo è più importante della verità. Ma chi approfitta di tutto questo?

Inoltre, se si cerca “Città di Oslo persa” su Google, appaiono decine di sedicenti portali di notizie, che a loro volta spargono odiose notizie su Internet. Singolarmente non raggiungono un grande pubblico ma insieme sì. Quasi tutte sono orientate a destra o sono critiche nei confronti dell’Islam

Per esempio la pagina www.pi-news.net posta la falsa notizia. La pagina si dichiara “politicamente scorretta” (Politically incorrect) e il “più grosso blog di notizie in lingua tedesca”, si dichiara inoltre apertamente contro l’islam, e ammette di raggiungere giornalmente centinaia di lettori. L’influenza dei grandi media attraverso la falsificazione dei fatti porta a una falsa interpretazione da parte del pubblico, scrive il portale. In questo modo si crea una grossa falla nell’informazione, che “politicamente scorretto” deve riempire. L’ironia dietro tutto questo è che in realtà è “politicamente scorretto” a influenzare l’opinione dei lettori con notizie false.

Pagine come www.pi-news.net, che ne sono molte. Alcune fanno soldi con la pubblicità, altre sono soddisfatte dell’ l’influenza che hanno.

Persone come Pamela Geller, una delle maggiori attiviste anti islamiche negli USA, distribuisce sul suo portale “notizie che non interessano ai media“. Solo su FB ha mezzo milione di follower. A inizio 2016, subito dopo i fatti di Colonia, scrisse sulla supposta situazione a Oslo, Il suo post permise alla falsa notizia di Oslo di avere una seconda rinascita. E questo nonostante la polizia di Oslo si fosse preoccupata di smentire tutto su Twitter. Ma era troppo tardi, la notizia aveva comunque fatto il giro del mondo nei siti di false news.

Le bugie sul web sono sistematiche.
Esiste quindi un mondo di notizie parallele? Una collezione di portali con un grosso pubblico che si preoccupa più dell’ideologia che dei fatti?

“Possiamo confermare la tesi“, dice Ralf Nowotny. “Alcune false notizie si spargono in maniera epidemica nel giro di poche ore attraverso differenti portali. Dietro di loro si deve celare un sistema.”

Nowotny è autore nel Team Mimikama (un’organizzazione no profit che si occupa di smascherare bufale su internet), e con loro combatte in prima linea. Il gruppo Austriaco ha come compito la ricerca degli abusi di internet e da 6 anni smaschera false news fu Intenet. Fra cui articoli di satira, ma anche notizie persecutorie come quella di Oslo. “La fregatura è che spesso le notizie hanno una base di verità”, dice Nowotny. La notizia è però manipolata o erroneamente riportata.

Che ci sia un sistema dietro è provato da un annuncio di lavoro trovato su un portale. La descrizione del posto: Creare siti web, copiare notizie e distribuirle. “All’utente sembra quindi che più siti internet indipendentemente hanno riportato la medesima notizia”. dice Nowotny. “Si crea così una massiccia rete di false notizie”.

Fino ad ora alcuni portali di false notizie hanno avuto una nicchia relativamente isolata. “Oggi però raggiungono un pubblico sempre più vasto”. Le notizie persecutorie hanno quasi sempre un’origine di estrema destra, “sono spesso notizie completamente infondate, come il trasporto aereo diretto di rifugiati in Germania”, dice Nowotny. “Le false notizie di sinistra invece sono spesso satiriche, in modo da innervosire chi sta a destra”.

Il team di Mimikama è preoccupato perché sta perdendo la battaglia contro le bufale e si sente lasciato solo perché non succede nulla. Nemmeno da Facebook arriva aiuto, perché è sovraccarico di notifiche. Politicamente poi non sembra esserci interesse ad arginare le false notizie. Rimane la società civile. “Ci auguriamo un atteggiamento critico al fiume di informazioni”, dice Nowotny. “Ci si deve chiedere se già a scuola non si dovrebbe insegnare Informazione e Media (Medienkompetenz, NdR), “ solo così si potrebbe arginare il fiume di false notizie.

Ma il fiume non si arresta, l’11 Agosto, 5 anni dopo l’articolo dell’Aftenposten, un sito riprende la notizia. “Oslo è persa”. Il nome del sito è: Notizie dal Regno Tedesco.

Articolo originale del Berner Zeitung: http://www.bernerzeitung.ch/leben/gesellschaft/In-der-dunklen-Welt-der-Falschmedien/story/12614893

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