Quadri: io a dibattere in tele non ci vado!

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“Ecco cosa intendono alla RSI per servizio pubblico equidistante ed al di sopra delle parti. All’approfondimento del Quotidiano sull’iniziativa “ prima i nostri” si invita il capogruppo PLR in gran Consiglio (Farinelli NdR), CONTRARIO all’iniziativa, che dibatte con il suo omologo PPD (Dadò NdR), CONTRARIO all’iniziativa. Per l’ennesima volta a Comano fanno passare solo le posizioni che vogliono loro. Avanti così, che al momento dell’iniziativa No Billag vedete che succede… Domandina facile facile ai responsabili del Quotidiano: ma ci siete o ci fate?”

Questo un piccato Quadri che si ritiene offeso dal non essere stato convocato in merito a una votazione che hanno vinto, su delle misure che dovrà prendere TUTTO il parlamento e non solo lui. Nel finalino la solita velata minaccia fascistoide, che crea una grande serenità nei dibattiti politici e rasserena i giornalisti nell’esercizio democratico del loro lavoro.

Ma Massimiliano Herber, responsabile del Quotidiano, non ci sta. E teniamo presente che Herber tutto può essere definito fuorché di sinistra. Con l’aplomb a cui ci ha abituati, infatti, asfalta gentilmente Quadri rispondendo al suo post su Facebook:

“On. Lorenzo Quadri, i capogruppo PLR e PPD presentati in studio come i “perdenti”, sono stati preceduti da interviste al coordinatore della Lega, al direttore AITI, al rappresentante di UNIA frontalieri, al presidente della regione Lombardia e il Consigliere federale Burkhalther. Non mi pare uno spettro d’opinioni limitato come lascia intendere lei su FB. Tanto più che iniziativisti e governo li abbiamo sentiti ieri…”

Vabbé, niente di nuovo sotto il sole. Quadri si lamenta e minaccia, mentre Herber si spiega. Ma non finisce qui:

“ …Concludo ricordandole – scrive Massimiliano Herber- che ogni volta che la invitiamo a un confronto in studio al Quotidiano lei declina gentilmente.”

Hai capito il Lorenzino? Bercia tanto sulla carta e sui social ma poi diserta i confronti. Probabilmente siamo maligni: non può perché occupatissimo a Berna, o al Municipio di Lugano, o a scrivere articoli anti immigrati sul Mattino.

Peccato, lo avremmo sentito volentieri in tivù!

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