Quel muro che unisce

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A Mendrisio, il 20 giugno di quest’anno è stato inaugurato un muro. Un muro che fa capo al dicastero di Giorgio Comi, municipale di Insieme a Sinistra. “Un muro?” vi starete chiedendo, pensando automaticamente a Tijuana, alla Cisgiordania oppure agli sproloqui dei leghisti nostrani. Sì, un muro, che non ha però il compito di dividere ma di unire.

Si chiama “Muro libero” ed è situato sul lato posteriore del centro giovani. È una parete sulla quale i “writers” nostrani possono esprimere liberamente e legalmente la loro creatività. È una barriera viva e dinamica, che cambia faccia ogni settimana, un muro che ospita ragazzi di tutte le età e che li vede collaborare nelle molte tecniche possibili. È una struttura che avvicina generazioni distanti, che spiega una disciplina, quella del writing, tanto cara ai giovani e altrettanto poco accettata dai più adulti.

Si chiama “Muro libero” ed è, appunto, un muro LIBERO. Un concetto importante – quello di libertà – per realizzare una politica all’ascolto dei giovani, che spesso si sentono limitati dalle imposizioni e lontani dalle istituzioni. Da parte al muro, qualche settimana fa, è apparsa una scritta diversa dalle altre. “ACAB”, sigla inglese per “Tutti i poliziotti sono bastardi”. Lo sfogo di qualche ragazzo, una bravata. Niente di condivisibile, certo, ma nemmeno qualcosa di nuovo: lo si trova scritto in tanti modi su tanti muri, e solitamente senza grandi motivazioni ideologiche a supportare la propria tesi.

Utilizzare a scopo politico il graffito di un ragazzino è indegno e anche un po’ bieco, ma Massimiliano Robbiani ci riesce perfettamente, ignorando la bontà di un progetto che, tra le tante difficoltà del campo, riesce finalmente ad avvicinare il comune ai giovani e a stimolarne la creatività. Con un’interrogazione al municipio, Robbiani ha politicizzato l’evento, incolpando indirettamente Comi per la scritta. Ha screditato il progetto, ne ha chiesto la fine e ha proposto il passaggio della strategia municipale alla “linea dura”. Il muro libero è un successo e basta dare un’occhiata alle fotografie che alleghiamo (guardale  cliccando qui) per capire che tanti giovani ci hanno investito tempo, passione ed entusiasmo. Robbiani se ne faccia una ragione: non sarà di certo il suo odio per la Sinistra a farlo crollare.

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