Sempre più soli

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Non ho dubbi, sono entrato nella categoria dei pensionati e non pochi miei ragionamenti hanno il sapore acido di cose andate a male. Oggi ho deciso di fare un giro nel nucleo del villaggio dove da un quarto di secolo ho il mio domicilio.

Vedo un edificio disabitato, una decina di anni fa ospitava l’ufficio postale. Ora è lì, fatiscente, senza insegne a sfondo giallastro, con le imposte mestamente abbassate, fa compassione. È stata persino fatta firmare una petizione per salvare questo esercizio, ma queste cose si sa come vanno a finire se le decisioni sono già state prese. In consiglio comunale, quando il municipio propose di suggerire a tutta la cittadinanza di eseguire i pagamenti usando l’elettronica, intervenni paventando il pericolo: non ero in sintonia con i tempi, mi risposero … ma poi, con la coda di paglia, la petizione fu messa in campo da loro, l’allora partito di maggioranza.

Poco oltre l’osteria, chiusa anche quella. Era un ritrovo di quelli che caratterizzavano il paese. L’antistante campetto per le bocce è diventato un prato di erbacce e i tornei di tiro al volo non si faranno più. In questi due ultimi lustri ci sono stati parecchi cambi di gerenza, ma tutti quelli che hanno tentato di risollevare la situazione si sono visti costretti a gettare la spugna.

Entro in un viottolo e rivedo l’ampio locale che ospitava la Coop. È da quasi un ventennio che il negozio ha chiuso i battenti per trasferirsi più in basso, vicino alla trafficatissima strada cantonale, crescendo in dimensioni e dove c’è più movimento, in particolar modo veicolare. I soliti informati dissero che i proprietari precedenti abbiano avuto difficoltà a trovare un acquirente. Si vede che ci sono riusciti, perché ora c’è la buca delle lettere con il nome di una famiglia.

Questi erano luoghi di aggregazione, dove le persone si trovavano, si confidavano le cose buone e quelle meno buone. Ora il villaggio è morto, ognuno nella sua abitazione e si esce soltanto per salire sull’automobile. È giunta l’era della comunicazione virtuale che a quanto pare sembra vieppiù indirizzarsi verso l’isolamento. Per fortuna restano al mondo ancora alcuni luoghi privilegiati per discutere con piccoli e grandi e fra questi non dimentichiamo la scuola.

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