Si guida da cani. I radar mobili non vanno segnalati

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Verso la fine di aprile ci siamo occupati lungamente del tema dei radar mobili. Il Gran Consiglio, grazie ai voti della Lega e del PPD, approvò il rapporto del leghista Badasci sulle mozioni di Chiesa e Dadò in merito alla segnalazione dei radar mobili 200 metri prima della loro effettiva ubicazione. Abbiamo denunciato, con un’operazione trasparenza, come votarono i singoli granconsiglieri (leggi qui), abbiamo contestato l’ipocrisia della Lega (con questo articolo), ma soprattutto abbiamo raccontato le storie di due persone che hanno avuto la vita segnata da un incidente e che sono rimaste scioccate da quella decisione (qui, e qui).

Tutto questo non l’abbiamo fatto per sport, ma perché il tema è delicato e, soprattutto, ci sono in ballo le vite delle persone: argomento sul quale, invece, buona parte della politica cantonale ha deciso di glissare in nome di non si sa bene cosa. Peccato che neanche questa volta Cassandra è stata smentita, e questa mattina il Corriere del Ticino ha dato ampio risalto a uno studio della SUPSI sul comportamento al volante dei ticinesi.

In breve. Nel periodo considerato dallo studio, gennaio 2008 – agosto 2015, un conducente su sei è incorso in almeno una infrazione della Legge sulla circolazione stradale: e attenzione, “almeno una”. Sì, perché delle persone incorse in sanzioni per reati stradali, l’11% era recidivo e il 2% plurirecedivo. In pratica, il 13% di chi si è preso una sanzione non l’ha fatto per la prima volta: è allarmante. Per rendere ancora più chiaro il tutto, si parla di ben 49’856 infrazioni totali.

Continuando coi numeri, e arrivando al tema dei radar, lo studio SUPSI afferma che sul totale delle infrazioni commesse il 64% ha riguardato eccessi di velocità, il 16% guida in stato di ebrietà, 7% disattenzione. Ergo, nell’87% dei casi la funzione dei radar mobili è dimostrata come a dir poco vitale.

Con quel voto in Gran Consiglio, Lega e PPD dimostrarono ciò che lo schierarsi compatti a favore della manovra di rientro da oltre 200 milioni ha solo confermato: oltreché essere terribilmente sbilanciati, non sono assolutamente credibili riguardo qualsiasi aspetto della politica cantonale.

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