Sui radar mobili, Gobbi sta con il GAS

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Dopo mesi di analisi, riscontri e sforzi mentali fuori dalla norma il Dipartimento delle istituzioni è arrivato a una illuminante conclusione: segnalare i radar mobili 200 metri prima non serve a niente, perché la gente rallenta e poi riparte a tutta velocità. Ci sono arrivati pure loro!

Dopo tutti i nostri articoli, adesso chi lo dice a Lorenzo Quadri che Norman Gobbi è passato dalla parte del GAS? Noi abbiamo la memoria lunga, e fa molto ridere che il Consigliere nazionale dopo averci dato dei “buonisti coglionisti” ora non dica un cip sul suo Consigliere di Stato che fa retromarcia. Eppure noi gliel’avevamo detto (leggi qui), e ora glielo dice pure Gobbi. Per non parlare di Boris Bignasca che disse che sì, in Ticino si guida un po’ veloce, ma che i radar servono solo per far cassetta e quindi vanno segnalati: anche a lui spiegammo (clicca qui) come stavano le cose. Anche da lui, ieri, silenzio assordante sulle dichiarazioni di Gobbi.

Una segnalazione è perfettamente inutile “allo scopo educativo e di prevenzione perseguito con i controlli radar” asserisce con fierezza da statista Norman Gobbi, e quindi uno con un minimo di senno si aspetterebbe come minimo il ritorno alla non segnalazione dei radar mobili. La conseguenza logica sarebbe questa. Però quando si parla di logica la Lega c’entra poco o nulla, quindi dal DI filtra l’ipotesi di segnalare “genericamente” agli automobilisti delle “aree o delle regioni nelle quali saranno effettuati dei controlli stradali”.

Accidenti, che prevenzione. Caspita, che menti illuminate.

Intanto, come abbiamo già scritto l’8 settembre (in questo articolo), i limiti di velocità in questo cantone restano un dettaglio sconosciuto ai più. Ma chissenefrega, l’importante è non fare cassetta. Che vuoi che siano delle vite.

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