Una mano contro Monsanto

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Serena e Mathias, biologa lei, attore lui, quando hanno deciso di emigrare per l’Uruguay nel 2013 avevano già due figli (Benicio e Ramiro). Ora, alla squadra si è aggiunta anche la piccola Cielo di pochi mesi… Si sono trasferiti nella periferia rurale di Montevideo, dove il papà di Mathias ha avviato una piantagione e una cooperativa biologica. Una scelta radicale, curiosa e avventurosa. Noi li abbiamo contattati per raccontarci un po’ di loro, della loro scelta dei loro progetti. Tra un raccolto, il mercato e i mille impegni della vita di campagna, ci hanno risposto così:

Inizierei con una domanda un po’ normale, così iniziamo a conoscerci. Due parole in rima per presentarvi … 

Non sono in rima ma poetiche… Quando la conobbi nei suoi occhi vidi l’infinito, quando la toccai con le mie labbra smisi di esser solo e ora siamo in cinque! Un po’ sdolicinato ma l’ha scritto Mathias e mi assicura che è vero. Bellissimo, no?

Perché l’Uruguay? 

Abbiamo radici in questo paese (Mathias). Nel 1896 mio bisnonno Annibale Quadri è partito da Magliaso per emigrare in Uruguay. E un bel giorno abbiamo deciso che volevamo provare una nuova vita. In realtà io è da sempre che pensavo e sapevo che prima o poi ci sarei andato (Mathias).

Per alcuni potrà sembrare un sogno, per altri una fuga… Quale delle due ? 

Né l’una né l’altra. Semplicemente questioni di radici e desiderio di lanciarsi in un progetto in cui crediamo.

Come è cambiata la vostra vita dal vostro arrivo in Uruguay? 

È cambiata tanto. Quando ci si installa in un paese nuovo è tutto da scoprire e ci vuole tanta energia. Inoltre è cambiata molto anche perché siamo passati da un appartamento ad una fattoria biologica. Questo, inevitabilmente, provoca un cambio nel modo di vedere le cose. Oggi siamo più coscienti della natura stessa degli alimenti, valorizziamo aspetti del cibo che prima ignoravamo o conoscevamo solo in parte. Oggi la sostenibilità è un principio che difendiamo giornalmente e il bello è che possiamo dire che sistemi di produzione alternativi e validi sono possibili e che ci sono tante persone pronte a sostenerli.

Non avete nostalgia delle belle cose ticinesi ? Tipo di Lorenzo Quadri? Dei grotti? Dell’hockey ? 

Il Ticino è meraviglioso e per certi versi ci piacerebbe che la nostra fattoria, per ragioni biografiche, fosse più vicina ai nostri affetti ma non è così, per cui continuiamo il viaggio dei nostri avi. Per quanto riguarda la politica, sebbene non concordiamo assolutamente con i toni usati da taluni, possiamo soltanto dire che tutto il mondo è paese e che certe dinamiche ed argomenti si assomigliano ovunque da destra a sinistra e che, spesso, queste due fazioni si capovolgono se si sta dall’altra parte del mondo. E uno può anche rimanere confuso.

Come avete imparato a fare gli agricoltori? Come sono le vostre giornate? Anche in Uruguay si fa la siesta? 

Essere agricoltore non è affatto cosa semplice e possiamo dire che noi siamo ancora apprendisti o principianti. Per esserlo per davvero bisogna stare nel territorio e farne parte, sentire il clima e le sue variazioni, ogni stagione è ciclica ma diversa.

Giornata tipica. Anche se poi ce ne sono mille non tipiche perché si rompe il trattore, o c’è un qualche altro inghippo… e ce ne sono abbastanza. Per cui spesso non sono giornate tipiche.

Sveglia 5:30. Beviamo il mate per un oretta ascoltando “Radio Rural”. Colazione tutti assieme. Preparare bambini con rispettive uniformi scolastiche e merende varie. E via… bambini a scuola e adulti al lavoro. Gli aiutanti arrivano alle 7:30 e si raccolgono verdure, strappano erbacce, raccoglie la frutta, si semina… Il programma dipende dal tempo, dalle stagioni e se è giorno di mercato o meno. Io lavoro sempre alcune ore al computer (Serena) per i miei mandati in quanto etnobiologa . Poi c’è il pranzo (con sempre tante verdure della fattoria) e il pomeriggio si continuano i lavori di fuori, ma si gioca anche con i bambini e si fanno i compiti (qui si va a scuola solo di mattina) e poi si cena presto e si va a letto presto. Attenzione, nel mezzo di tutto ciò c’è la siesta che è sacra; e che nessuno si permetta di interromperla!

Monsanto e altre multinazionali stanno devastando buona parte del Sud America con monocoltura di soia… Il detto ” soya e gioia” non è più così attuale quindi

Sì, purtroppo con il pretesto di alimentare il pianeta e sostenuti da validissime “verità scientifiche” abbiamo lasciato crescere un fenomeno che oggi ha delle conseguenze devastanti per l’ambiente e la salute di ogni forma di vita. L’avvelenamento dei suoli, delle acque superficiali, di quelle profonde, della gente, di ogni risorsa naturale. Un punto importante da sottolineare è che ne siamo tutti responsabili. Le nostre abitudini devono essere analizzate una ad una e con sguardo critico (senza essere estremisti) andrebbero riviste se vogliamo proteggere il grande tesoro che abbiamo sotto i piedi: la fertilità della terra e la biodiversità.

Come ci si sente ad essere in qualche modo immigrati? Vi sentite stranieri o siete stati accolti? Il crowdfounding è un po’ un modo per aiutarvi a casa vostra? 

In realtà l’Uruguay è una terra di immigrati e praticamente tutti coloro che vi abitano discendono dalle persone che un tempo sono partite a “cercare l’America”, malgrado ciò a volte ci si sente stranieri perché si sa che chi arriva per ultimo è sempre un po’ più straniero degli altri. Succede così anche in Ticino, no? E sì, il crowdfunding è per aiutare un progetto in questa nostra nuova terra. In realtà non si tratta di aiutare noi ma di sostenere un progetto che ha un valore a livello collettivo.

Parliamo del crowdfunding, come mai questa idea? Come faccio per avere uno di quei meravigliosi grembiuli?

Stiamo lavorando una terra già lavorata precedentemente da 25 anni dal padre di Mathias, pioniere del bio qui in Uruguay e dopo 2 anni di lavoro abbiamo individuato degli intervienti che possono migliorare notevolmente quello che già esiste. In questo momento abbiamo più richiesta di prodotti di quello che possiamo offrire a disponiamo di una terra meravigliosa che possiamo mettere ancora di più in valore. Da soli non possiamo farlo perché non abbiamo i mezzi per farlo, da qui il crowdfunding. A nostra volta abbiamo già sostenuto dei progetti e ci sembrava che questo tipo di azione fosse un buon modo per aiutare delle persone a realizzare progetti che da soli non possono. La forza della collettività per qualcosa in cui si crede insomma. Per avere uno dei nostri meravigliosi grembiuli o borse o certificati di adozioni di gallina basta sostenere il nostro progetto qui: https://wemakeit.com/projects/britos-granja-la-orientala

Come userete la somma raccolta? Chi fa una donazione come può seguire l‘evoluzione dei vostri progetti?  

La somma raccolta la usiamo per i 3 progetti indicati nel sito di raccolta fondi. Per ampliare il numero di galline, per implementare un sistema di irrigazione per tutti i citrici e per costruire un nuovo magazzino per verdure e attrezzi. In questo filmato spieghiamo tutto: https://vimeo.com/181493142

So che siete una famiglia di musicisti, ballerini, menestrelli cantanti artisti ... Volete salutarci con un video?

Sulla nostra pagina Facebook ci sono alcuni filmatini e ne arrivano molto presto altri: www.facebook.com/granjalaorientala/

Come si chiamano le galline?

Quelle che abbiamo ora hanno nomi variabili, dipendono un po’ dall’umore dei bambini. Per le altre 150 stiamo aspettando i nomi di coloro che le adotteranno. Per il momento abbiamo già Marylin, Mida, Trump & Clinton, Camilla & Diana, Prupru… e aspettiamo le prossime proposte, voi come le chiamerete?

In Uruguay fate lavorare anche i bambini?

Nono! Non fanno lavorare i bambini i nostri, però quando siamo fuori a lavorare partecipano ad alcune attività. Anche se ben presto si stufano e ritornano al loro lavoro preferito: giocare tra i campi.

Qualche ricetta con le arance che coltivate?

Direttamente dal quaderno del nonno: Crema de Naranja Sanguinea.

Spremere 4 arance belle grandi.

Riscaldare il succo e fare scogliere 4 fogli di gelatina.

Sbattere 5 uova a schiuma e unirla al liquido preparato. Unire zucchero a piacimento.

Decorare la mousse con panna montata.

Per il resto mangiarle così come sono di stagione, crude, succose. La buccia è un ottimo condimento o ingrediente per te vari e dolci… meglio se bio, chiaramente. Altrimenti occhio ai pesticidi…

Se grazie a noi completerete il progetto, date il nostro nome al trattore?

Certo che potete dare il nome, basta che come cognome si mantenga Ferguson. Non vorremmo entrasse in una crisi d’identità… non so se avete visto ma ha una certa età.

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Chiunque volesse sostenere il progetto di Serena e Mathias, per un’agricoltura sostenibile contro le multinazionali come Monsanto, può cliccare su questo link: https://wemakeit.com/projects/britos-granja-la-orientala?locale=it

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