Ammazzati dalla burocrazia della LIA

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Quando discutono di albo LIA, pochi di voi sanno di cosa parlano in realtà. Io pure. Non tanto per ignoranza, quanto perché i comuni mortali non hanno idea dell’assurdo cumulo di documentazione legale e contabile che un povero artigiano deve smappazzare sul tavolo del governo.

Ne parlo perché il primo di ottobre scadeva il termine di iscrizione, e se siete in ritardo vi arriva pure una multa. Immaginatevi prima, però, di essere un falegname che lavora da vent’anni e che l’ultima volta che ha scritto qualcosa è stata una cartolina da Fregene alla sua futura moglie.

Ecco la documentazione che deve portare un artigiano, oltre chiaramente ai 600 franchi per aderire all’albo:

  1. Curriculum vitae (sei indipendente da 20 anni, e l’ultimo curriculum l’hai mandato 25 anni fa. Te lo devi far riscrivere);
  2. Copia del diploma;
  3. Copia di attestati e referenze concernenti l’attività pratica e foto dei lavori eseguiti. In poche parole devi dimostrare che fai un sacco di lavori con un sacco di ditte e portare le foto degli stessi, il tutto in una documentazione cartacea;
  4. Contratto di lavoro (che cazzo serve se sei indipendente? Inoltre è carta straccia);
  5. Estratto del casellario giudiziale (e se sei dimorante e sei un pregiudicato in Italia lo chiedi qui dove risulti incensurato, ma vabbé, costo 20 fr.);
  6. Estratto esecuzione e fallimenti per te e per la tua ditta (17 fr. per te e 17 per la ditta. Totale 34 fr.);
  7. Estratto registro di commercio (costo 30 fr.);
  8. Esercizio dei diritti civili. (tenendo presente che i diritti civili te li tolgono se sei demente, e cioè non sei in grado di discernere. A quel punto dubito molto che tu abbia un’azienda. Costo 15 fr.);
  9. Certificato di buona condotta, che danno a qualsiasi cretino a meno che non abbia ucciso la moglie. Addirittura un dimorante fresco di giornata ha diritto di chiederlo (Costo 15 fr.);
  10. Certificazione di aver pagato i contributi: AVS;
  11. Certificazione di aver pagato i contributi: infortuni;
  12. Certificazione di aver pagato i contributi: malattia e il numero dei dipendenti assicurati;
  13. Certificazione di aver pagato i contributi: LPP e indicazione di tutti i dipendenti affiliati. Spesso per queste due informazioni bisogna richiedere due attestati diversi;
  14. Attestato riversamento dell’imposta alla fonte (costo 30 fr.);
  15. Certificato che è stata versata la cauzione (vale per quasi tutti i settori dell’edilizia);
  16. Attestato di avere pagato i contributi alla commissione paritetica;
  17. Attestato di aver pagato i contributi del fondo prepensionamento;
  18. Attestato di avvenuto pagamento dell’assicurazione RC;
  19. Attestato che la copertura assicurativa sia di almeno 1 milione di fr. (prassi comune nell’edilizia);
  20. Dichiarazione del rispetto del contratto collettivo;

Ognuno di questi documenti è valevole per soli 3 mesi. Inoltre la richiesta di verifica di pagamento alla commissione paritetica, che è la stessa che stabilisce se tu rispetti il contratto collettivo, deve essere fatta con due lettere diverse. È come se mi chiedeste se in frigo ci sono burro e latte e voi mi rispondeste che per il burro devo farvi una domanda separata.

Alla fine hai versato 600 franchi per aderire all’albo LIA, hai speso 144 franchi per richiedere documenti che dovrai chiedere ogni anno, e hai pagato un fiduciario almeno 200 fr. per istituire il dossier. Non è uno scherzo, è realtà.

E questo dovrebbe migliorare la situazione dei piccoli artigiani? Lo speriamo ardentemente.

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