Caro Marco Chiesa, non è come dici tu

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Nell’ultima sessione parlamentare, il Consiglio nazionale ha respinto ancora una volta la possibilità di allargare a 9 membri il Consiglio federale. Tema ricorrente e, per noi ticinesi, anche di rappresentanza: inutile girarci intorno, la mancanza di peso del Ticino si avverte anche dal fatto che è dal 1999 che non esprimiamo un Consigliere federale.

Quello che però ha sorpreso e fatto riflettere nelle argomentazioni che hanno portato alla bocciatura della proposta da parte della maggioranza UDC, PLR e PPD non è stata tanto la questione economica, né quella di opportunità. Ma quella portata avanti dal ticinese Marco Chiesa: “Perché allora non avete votato il ticinese Norman Gobbi quando era candidato?” Ecco, discutiamone, perché?

Caro Marco Chiesa, una persona non si vota solo perché ticinese. Per diventare Consigliere federale serve ben altro oltre all’essere di Quinto e mangiar polenta. Lo hanno detto per primi i tuoi colleghi democentristi: ricordi quando Gobbi si attirò le critiche della destra perché esponente di un movimento che ha il Mattino della Domenica come proprio organo d’informazione? Ricordi che per primi quelli con cui dividi gli scranni e scambi battute storsero il naso? Ricordi che il tuo partito si inventò la questione dei candidati di tre diverse aree linguistiche giusto per dare un contentino al Ticino dopo il 9 febbraio e tenerlo buono per un po’?

Anzi, caro Marco Chiesa, è quasi offensivo sentirsi dire “Perché allora non avete votato Gobbi?”. Lo è perché, così, passa il pericolosissimo messaggio che una persona per andare avanti basta che sia dei nostri, basta che abbia l’anagrafe giusta e che le competenze siano un dettaglio geografico. La proposta di allargare il Consiglio federale a 9 membri non vuol dire che automaticamente il primo ticinese che passa ci finisce dentro: vuol semplicemente dire che se un ticinese ha il profilo giusto, con 9 membri, ha più probabilità di venire eletto.

Questa è la differenza tra lo slogan urlato del tuo partito e la riflessione ponderata e realista, caro Chiesa. Fanne tesoro.

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