E firmateli ‘sti cacchi di referendum!

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Siamo allo schuss finale. In questi giorni si decide se siamo solo chiacchiere e distintivo, e parlo anche dei cittadini e di coloro che si lamentano sempre. Se vogliamo davvero agire, oppure se vogliamo rimanere fermi ai soliti proclami da osteria senza muovere un pelo.

Qui non c’entrano destra o sinistra, c’entrano le condizioni delle nostre famiglie più povere e dei nostri anziani.

Il parlamento, con contrari solo i socialisti e i verdi, ha ratificato, lo sapete benissimo, delle misure di risparmio. Che come sempre, ma sempre eh, vanno a colpire le fasce più disgraziate e sfortunate del nostro mondo. Gli ultimi, quelli che di speranze spesso non ne hanno più.

Poi Bertoli, provocatoriamente, chiede di alzare dello 0,5% il moltiplicatore cantonale, cosa che si tradurrebbe in poche decine di franchi di tasse all’anno per la stragrande maggioranza dei ticinesi, misura che permetterebbe serenamente di NON farli questi tagli, ma sembra che abbia chiesto di scorticare un ticinese su due. Chiamare queste manovre ipocrisia è gentile. Queste sono schifezze. Questo tabù delle tasse è quello che permette disastri sociali. Poi gli stessi che berciano perché lo Stato gli mette le mani nelle tasche sono quelli che magari vanno alle Maldive a spendere soldi alla cazzo.

Oggi possiamo fare la differenza. Oggi possiamo evitare che:

  1. Gli anziani non debbano pagare un contributo per l’aiuto a domicilio.
  2. Che non venga abbassata la soglia che permette alle famiglie povere di ricevere aiuti.
  3. Che non venga ridotto il numero dei giudici, con una magistratura che fa già migliaia di ore di straordinari.

Io le mi e firme le ho già raccolte. Ho girato per il paese, ho chiesto ai miei vicini. Io voglio cambiare questo sistema, che impone cattiverie ai meno fortunati e fa ingrassare sempre più i soliti. Adesso tocca a te.

Puoi scaricare i formulari dal sito del PS e rispedirli subito. Anche una firma conta.

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