Fiorenzo Dadò presidente?

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Fiorenzo Dadò è un uomo che si sente leggermente a disagio sotto i 5’000 metri. Adesso, in Nepal, si perde nelle nebbie delle valli e nelle nebbie della riflessione. Si fanno vieppiù insistenti voci di una sua candidatura alla testa del PPD.

Parliamo chiaro. Dadò da noi è quello che si definisce un cazzüü, uno cocciuto, che tende a scontrarsi piuttosto che a cercare accomodamenti. E questo è quello che gli riconoscono gli avversari: Dadò è un osso duro e se gli girano è anche buono che ti slanza dalla finestra.

Le considerazioni interessanti da fare sono alcune:

  1. Fiorenzo Dadò è capogruppo in Gran consiglio, e di gran lunga il personaggio più autorevole al momento all’interno dei popolari democratici;
  2. Non va chiaramente bene a tutti, ma è una personalità con poche sbavature e sfumature. Schietto, va dritto alla meta come un stambecco in amore;
  3. Non sarà filoeuropeista ed è ritenuto di centro destra, è però anche vero che è uno dei pochi deputati al di fuori della sinistra ad avere una sensibilità marcata per i migranti e i più sfortunati. Uno dei pochi anche che si è recato nei campi profughi per toccare con mano il dramma dell’esodo siriano. (leggi qui);
  4. Non ha grande simpatia per la Lega e, ultimamente, soprattutto in seguito all’iniziativa Prima i nostri, ci si azzuffa volentieri. Insomma, se fosse un cane sarebbe un terrier da topi;
  5. Non è uno che si intimidisce facilmente. Un avversario difficile ma non un doppiogiochista. Diciamo una sfida interessante per i presidenti degli altri partiti.

Detto questo, difficilmente qualcuno ci farà rimpiangere il nerboruto Jelmini. Se pensate che Dadò sia a destra, ricordatevi del corpulento ex presidente che amava pescare di frodo in Leventina.

Dadò è sufficiente tenerlo lontano dal festival del cinema e dai film zozzi e lui è tranquillo, sta a cuccia e abbaia solo se vede qualcuno contendergli l’osso. Comunque Dadò mi piace. Come diceva qualcuno, bisogna però lasciargli il guinzaglio lungo, se no tira la catena e rischia di romperla.

Vedremo al comitato cantonale chi sarà il nuovo traghettatore del PPD in questo periodo infernale. Attraversare lo Stige non è roba per tutti.

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