Guerra civile fredda

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Dopo una domenica di votazioni da incubo, dove vengono bocciate sia l’economia verde, sia l’iniziativa AVSplus e si da il via libera ai servizi segreti di entrare nelle mail e nei telefoni di chiunque possa essere sospettabile di furti di gelato, la destra nazionale non perde tempo e uno dietro l’altro ha assestato colpi al sistema sociale, all’ecologia e alla multiculturalità.

L’antipastino ce l’avevano dato una settimana prima, quando veniva stanziato un credito di 20 miliardi, dilazionati sull’arco di 4 anni, per l’esercito. Venti miliardi che hanno letteralmente preso il volo verso il dipartimento di Guy Parmelin che, soddisfatto, ha ringraziato. Inoltre il mai domo Fabio Regazzi riesce nel suo intento e fa passare una sua mozione per dare la possibilità ai tir di circolare sin dalle 4 del mattino. Le polveri fini ringraziano, infatti tra le 4 e le 8 si sentivano un po’ sole con tutto quell’ossigeno intorno. Ma veniamo a quest’ultima settimana: lunedì mattina uno si alza ancora bello incazzato per l’esito del voto, sale in auto per andare al lavoro e si sta ancora chiedendo quali siano gli stati del mondo a democrazia diretta che hanno il diritto di decidere se aumentare o meno la loro assicurazione vecchiaia e riescono a decidere di non aumentarla, che già alla radio si parla di aumenti dei premi di cassa malati del 4,5% come media nazionale. Se sei ticinese sarà il 5,7% e questo, come se non bastasse, lo annuncia Beltraminelli. Il volante attutisce le manate che iniziano a volare nell’abitacolo in preda alla rabbia. Che tempismo perfetto! Prima ci lasciano affossare un aumento della rendita AVS più che giustificato e poi ti danno una mazzata sulla cassa malati.

Martedì stai ancora pensando a come fare per arrivare alla fine del mese con i prossimi aumenti di cassa malati e ti dicono… che la legge antiburqa è accettata dal Consiglio Nazionale. Eh? I più entusiasti rilasciano dichiarazioni del tipo: “Il Ticino ha fatto scuola.” Ma scuola de che? Di razzismo? Di xenofobia? Come andare all’Università delle bestialità e fai la lezione con un docente di xenofobia e il tuo vicino a fianco ti dice “Questo è bravo, viene dal Ticino.” Ma da quando abbiamo smesso di esportare le luganighe, il merlot e la formaggella e ci siam dati alla xenofobia e al razzismo? Ma è questa la Svizzera che vogliamo? Cara da vivere, irrespirabile e carica d’odio? Alla sera non vai neanche al calcetto con gli amici, rovineresti le tibie di qualcuno che forse non se lo merita. Forse.

Mercoledì è metà settimana, s’intravede come un lumicino il week-end agognato. All’andata ti ascolti un cd per non ricevere troppe notizie e sentire ancora gli hurrà demo centristi e le giustificazioni borghesi al voto di ieri. Passi una giornata tutto sommato positiva al lavoro, salti in macchina, la radio va in accensione automatica e ti senti il flash informativo: aumento automatico dell’età AVS. Già solo sentire le parole aumento e AVS ti salta il nervo e ancora una volta il volante attutisce i colpi, ma questa volta sono le testate.

Giovedì e venerdì neanche li vedi, con i giornali che titolano, fanno analisi e confronti su questo possibile aumento dell’età pensionabile. Sei un’ameba che cammina, ti senti vuoto, perso, solo. Questa sessione delle Camere è stato un attacco reazionario in piena regola, e noi ce lo potevamo anche aspettare, ma così netto, compatto, violento… così no.

A neanche un anno dal suo insediamento, le forze borghesi del parlamento stanno facendo valere i loro numeri e le loro alleanze in qualsiasi campo gli interessi entrare: economico, sociale, ecologico. Se questo è l’inizio, ci aspettano altri tre anni di merda. E se non è guerra civile fredda, poco ci manca.

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