Io sto con Norman Gobbi

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Lo dico: mi pento per avere attaccato Norman Gobbi e pensato male di lui, mi dolgo per averlo ritenuto un insensibile di fronte all’espulsione di madri e padri di famiglia, faccio ammenda per aver pensato che fosse un razzista del cavolo di fronte al respingimento dei richiedenti asilo.

Ho letto il suo post sull’udienza con Papa Francesco, e mi sono emozionato, ho trattenuto a stento le lacrime: questo ragazzo delle valli del Ticino cresciuto sicuramente nella solida fede cristiana si è trovato di fronte il Vescovo di Roma, il Vicario di Cristo in Terra, in questo caso per di più una persona come Papa Francesco che più volte si è espresso pubblicamente contro il razzismo dilagante e per il rispetto della persona umana, dichiarando che “Dio è nei migranti che tutti vogliono cacciare via”.

Ecco, al riguardo, per un attimo ho pensato: “Ma come? Gobbi, che ha più volte sostenuto la necessità e legittimità dei respingimenti, utilizzando persino l’esercito, adesso va dal Papa che invece dice il contrario e si commuove pure?”; ammetto di averlo inizialmente giudicato incoerente, se non decisamente paraculo (giusto per usare un termine in voga a Roma, eh!). Poi però si è fatta strada in me un’idea diversa, l’impressione che in effetti sbagliavo a giudicare male Gobbi, e una certezza sempre più netta: Norman Gobbi è un uomo che soffre. E io sto con le persone che soffrono, io sto con Norman Gobbi.

Io sto con Norman Gobbi perché deve essere un fardello morale insopportabile, anche per un uomo con le spalle larghe come le sue, dover ogni giorno vivere il dissidio interiore fra la propria anima cristiana nutrita dalle parole del Papa e il suo ruolo istituzionale che gli impone dei doveri a cui non può sottrarsi (beh in effetti potrebbe sottrarsi, a dirla tutta, l’obiezione di coscienza è sempre ammessa, se non vogliamo proprio parlare di fare un passo indietro…); vivo empaticamente la sua sofferenza e il suo strazio nel dover mandare via madri e padri di famiglia a cui vorrebbe offrire aiuto e assistenza secondo i dettami cristiani, partecipo con contrizione al suo dramma personale di dover respingere donne e bambini anziché accoglierli come il Papa ha invitato a fare. È una tragedia intima che mi sconvolge, davvero.

Io sto con Norman Gobbi perché dev’essere terribile dover leggere sul giornale ufficiale del partito i continui attacchi al Papa che lui stesso ha incontrato e di cui ha apprezzato le parole profonde, i messaggi semplici ma diretti, la sua grande umiltà e umanità che lo hanno toccato molto e confermato la sua grandezza di uomo.

Io sto con Norman Gobbi perché immagino il suo profondo disagio nell’essere uno dei maggiori esponenti di un partito che sostiene l’esatto opposto di quello che chiede il Papa, penso al suo dolore nel leggere i vari commenti islamofobi dei suoi militanti quando invece Papa Francesco, e poi anche il vescovo Lazzeri, parlano di convinvenza e tolleranza pacifica, di aprire le chiese ai musulmani e pregare insieme, mi commuovo a pensare come Gobbi sia costretto a dir di no al suo amico musulmano (perché tutti abbiamo un amico musulmano, soprattutto gli islamofobi, e in genere è d’accordo con loro…) che lo invita a pregare insieme, perché poi quei militanti lo marchierebbero come traditore.

Io sto con Norman Gobbi perché penso che dentro di sé voglia fare qualcosa per tutti i militanti del suo partito che nei confronti del Papa si esprimono con le seguenti espressioni: “Per me il Papa è un coglione”, “Bergoglio..ma va affanculo”, “Sono d’accordo con Papa Francesco, basta muri: facciamo un perimetro di mine antiuomo”, “Ritirati papuzzo, sei fuso” e altre gentilezze simili. Sono convinto che Norman, ispirato dalle parole del Papa, voglia in qualche modo farsi egli stesso salvatore delle anime di questi poveri derelitti del web, ma che sia frenato probabilmente dal timore di essere perseguitato o ritenuto eretico come Francesco d’Assisi (un altro Francesco, che coincidenza).

Io sto con Norman Gobbi, infine, perché penso che un buon cattolico come lui meriti di essere sollevato da quel ruolo istituzionale che lo costringe a compiere degli atti esecrabili e in totale contrasto con l’insegnamento della Chiesa e le parole di Papa Francesco, merita di poter vivere la propria spiritualità cristiana senza essere costretto a tradire quotidianamente quei principii in cui crede fermamente, fino alle lacrime. Norman, salva la tua anima! Fai obiezione di coscienza e liberac… liberati da questo peso!

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