La giornata di un alieno in Ticino

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Immaginatevi un alieno che, catapultato da chissà quale galassia e dotato di un’intelligenza anche pari solo alla nostra, arriva in Ticino.

Questo alieno vedrebbe le statistiche della disoccupazione, forse, e anche quelle peggiori, i famigerati dati ILO. E si chiederebbe: ma se ci sono così tanti disoccupati e sottoccupati, ed essendoci da loro la democrazia diretta, metteranno sicuramente in votazione un qualcosa sui salari minimi, contro il dumping salariale, chissà, qualcosa a tutela dei lavoratori. Il fatto è che però il nostro alieno facendo una passeggiata al parco Ciani trova qualche giornale vecchio e legge che di salari minimi non se ne parla, che l’1:12 è saltato come sulla dinamite e che il dumping no, non è un problema, quell’iniziativa della sinistra mica è passata. L’alieno, giustamente, inizia a chiedersi dove sia capitato.

Il nostro alieno sente un po’ di gente parlare di un fantomatico servizio televisivo sul Ticino, e quindi così, per fare bene lo straniero che si integra, cerca sul suo evolutissimo palmare ‘sto video. Lo trova, lo vede e i suoi circuiti interni iniziano a far qualche scintilla. Ma come, si chiede l’alieno che nulla sa del Ticino, questi della Lega che berciano giorno e notte contro i frontalieri hanno un coordinatore che nella ditta di famiglia assume frontalieri da 50 anni? “Prima i nostri” e assumi orgoglioso frontalieri durante la campagna elettorale? Boh, l’alieno ha bisogno di una boccata d’aria.

Difatti continua il suo viaggio per Lugano, ah che bello il lungolago. Solo che si avvicina sempre di più a Paradiso, alza gli occhi e vede solo del cemento. Palazzoni orrendi, alberghi enormi, sgorbi immondi e una sparuta presenza di boschi e alberi. Eppure l’alieno appena precipitato in Svizzera sapeva la storia dell’ambiente, delle montagne, dell’aria pura. Che fine ha fatto il verde qui a Lugano? E l’aria pura? Boh, quella nube sopra il Mendrisiotto mica sembra tanto benevola. Ma perché non sono capitato a Pontresina, si chiede. Ci sono pure lì gli albergoni, ma almeno sono fintamente Belle époque e c’è della sana aria pulita.

Facendosi tutte queste domande si alza in volo per andarsene, ma subito si ferma. Sta sorvolando la cantonale verso Ponte Tresa, è sabato, ed è una fila continua di macchine. Si abbassa un po’: uella, tutte targhe ticinesi. Ma aveva letto che sono i frontalieri italiani a intasare le strade, a portarle al collasso! Boh. Con i suoi super poteri guarda attraverso le macchine e vede che quelle dirette verso l’Italia hanno il baule vuoto, quelle che vengono dai vicini azzurri hanno il baule pieno di sacchetti con strane scritte tipo “Bennet”, “Tigros”, “Carrefour”, “U2”. Non capisce, davvero. Aveva appena letto che in Svizzera si compra sempre di meno, che chiudono i piccoli negozietti, che la Manor addirittura chiude un punto vendita a Viganello. Boh.

A questo punto l’alieno inizia a compilare il suo rapporto. Decollando, perde l’appunto per il finale che viene trovato dal signor Bernasconi Rezzonico Gervasoni, artigiano leghista. L’appunto reca scritto: “… per tutti questi motivi, sconsiglio vivamente di portare avanti il progetto di invasione del Ticino”.

Il signor Bernasconi Rezzonico Gervasoni, festante e felicissimo, torna a casa urlando a sua moglie: “Marisaaaa! Gli italiani se ne vanno, ‘Prima i nostri’ funziona!”

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