Le figure ignobili di Attilio e Lorenzo

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La cosa assurda è che in un cantone come il nostro, asservito a un’informazione omologata e appiattita a destra, ci vogliono le italiche Iene per smascherare la fuffa che c’è dietro ai proclami di Bignasca e Quadri. (vedi il servizio cliccando QUI)

In un servizio passato ieri su Italia 1, le Iene affrontano l’approvazione dell’iniziativa “Prima i nostri”, e le conseguenze che esso può avere per la manodopera italiana. Terrificanti le interviste a un balbettante Bignasca e a un acido Quadri.

L’Attilio, che tampinato sull’incoerenza di dare addosso ai frontalieri nonostante la sua ditta ne abbia un bel po’ in organico, dice che sì, è così, ma lui da quando è stata lanciata l’iniziativa tre anni fa, non ne assume più. L’inviato delle Iene Pecoraro, incontra la prima persona nell’ufficio della Bilsa e gli chiede:

 “Tu sei frontaliere”?

“Sì”, risponde il giovane.

“E da quanto lavori qui?”

“Da 4 mesi.”

Pecoraro conclude lapidario: “Hai capito il politico leghista? Fuori Prima i nostri, in azienda prima i loro”.

È poi il turno di un Quadri bilioso e piccato, con un sorrisino acido, che farfuglia giustificazioni che neanche i bambini dell’asilo troverebbero decorose.

Pecoraro: “Voi avete avuto una geniale idea…”

Quadri: “prima i nostri, è un’iniziativa popolare.”

P: “lei ci crede veramente? L’Europa, la libera circolazione…”

Q: “Allora, la libera circolazione se l’aboliscono mi fanno un favore, l’Europa tanto è fallita”

P: “Quindi facciamo i muri?”

Q: “Io sono favorevole ai muri. Il problema qual è, che il nuovo frontalierato, quindi quello dopo la libera circolazione delle persone, è composto da persone che sostanzialmente vanno a lavorare negli uffici, nelle banche e nelle assicurazioni.”

P: “Italiani che venite in Svizzera (guardando in camera) se venite qui a fare i muratori lo potete fare, cioè, insomma… un po’ i lavori che il signore non vuole fare” (indicando Quadri, che comincia un pochino ad alterarsi. NdR)

P: “Ma insomma, chieda scusa a tutti gli italiani che vengono qui a lavorare in Svizzera e tutti i giorni si sentono attaccati.”

Q: “Ma si scusi lei che presenta gli svizzeri come dei criminali razzisti, mi faccia il piacere!” (Lo ha fatto? Boh, a noi non sembra. NdR)

P: “Scusi, non è razzista rappresentare una persona come un topo, ma dove siamo scusi?”

Q: “Siamo in Svizzera per fortuna!”

P: “Un paese civile”

Q: “Certo e ce ne vantiamo.”

P: “Che poi avete fatto arrabbiare pure i leghisti.”

Q: “ I leghisti italiani…” (Sì, quelli che hanno accolto il Boris e gli hanno fatto fare il discorso a Pontida. NdR)

P: “Maroni ha detto che prenderà subito dei provvedimenti”

Q “Ma prenda un po’ quello che vuole, ognuno fa il leghista in casa propria.”

P: “Ah, ognuno fa il leghista…”

Q: “Beh, direi! La quintessenza del leghismo è difendere il proprio territorio e ognuno è leghista a casa propria.”

Un siparietto indegno. I leghisti nostrani escono dal servizio delle Iene per quello che sono: persone livorose, legate al proprio orticello, ipocrite e fanfarone. Il problema però qua non sono le Iene, ma questa iniziativa che non potrà avere applicazione. Già vediamo UDC e leghisti fare passi indietro, e all’offerta di una commissione con la maggioranza di iniziativisti, sentiamo Badasci (Lega) dire al microfono del Quotidiano: “Adesso non saranno mica quelli che hanno perso che ci diranno cosa dobbiamo fare.”

No, tutti vi chiedono di prendervi la responsabilità di realizzare ciò che avete fatto votare, e vi danno anche i mezzi per farlo: per cui fatelo e basta teatrini. Fatti, non parole. Concretezza, e non bugie. Piantatela di menare il can per l’aia. Capito o dobbiamo farvi un disegnino?

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