Legalizziamola e basta

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Una trentina di deputati, con in testa il liberale-radicale Käppeli, ha portato avanti un’interrogazione col fine di chiedere la riapertura del dossier cannabis. Il ragionamento è semplice e chiaro: uno studio condotto dall’Università di Berna ha recentemente affermato che il 91% dei campioni di cannabis analizzati era zeppo di sostanze tossiche che provocano gravissimi danni alla salute. Si parla di metalli pesanti, pesticidi e, per non farsi mancare niente, anche una bella colonia di batteri.

Insomma, la guerra alla droga (anche quella leggera) condotta negli ultimi tempi ha portato a questo: chi fa uso di cannabis, in Svizzera se ne consumano fino a 62 tonnellate in un anno – per dire, si riempie l’organismo di schifezze altamente nocive. Il proibizionismo si è ancora una volta confermato nella sua scelleratezza, e l’obiettivo di questa interrogazione è arrivare al “drugs checking”, un controllo costante e generale nei vari quartieri delle città sulle droghe in circolazione. A Zurigo e Berna è già presente, e se attuato con costanza e precisione si riuscirebbe senza dubbio a diminuire i costi sociali e sanitari dovuti alla cannabis “sporca”.

Questa interrogazione rappresenta un primo passo volto a regolarizzare il consumo di cannabis, ha spiegato il giovane liberale-radicale Sinue Bernasconi. E, anche qui, il discorso non fa una piega. Oltreché togliere alla criminalità organizzata il monopolio sulla cannabis, se ne gestirebbe meglio sia la diffusione, non ghettizzandola più, sia la qualità, impedendo che venga tagliata con sostanze nocive o mischiata a robaccia.

Il probizionismo, sai che novità, ha fallito. Nel 2016 è giusto aspettarsi che questa bella iniziativa vada avanti. Bravi.

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