Nell’inferno di Saydnaya

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Se volete fare un giro nel carcere più terribile del regime siriano, giusto per rendersi conto delle ragioni che spingono milioni di siriani a fuggire dal loro Paese e a chiedere asilo in Europa, vi consigliamo di visitare https://saydnaya.amnesty.org. Sarete immersi in un’esperienza visiva e sonora terrificante, la ricostruzione virtuale in 3 D dell’immensa prigione e delle celle totalmente immerse nel buio 24ore al giorno e dove le condotte d’aria trasmettono le urla e i lamenti delle persone torturate, i passi dei guardiani, il clangore delle ciotole di cibo. Eyal Weizmann, professore di architettura forense presso il Goldsmiths College  di Londra e direttore del progetto di un modello digitale interattivo creato per Amnesty International al insieme ad altri studiosi forensi e con la collaborazione di informatici e dell’ingegnere del suono Lawrence Abud Hamdan precisa:

Conosciamo l’interno del carcere e i posti dove sono piazzate le guardie in base alle testimonianze di alcuni sopravvissuti. Privati della vista per mesi e per anni i detenuti hanno acquisito una grande sensibilità acustica, sanno capire la differenza fra lo schiocco di una cinta e il rumore di un cavo elettrico, fra corpi picchiati o sbattuti al muro”.

Saydnaya si trova da una ventina di km da Damasco. Il regime di Assad vi ha già imprigionato migliaia di persone. Almeno un migliaio sono decedute. I nuovi detenuti arrivano sui camion-frigo usati nei macelli e vengono immediatamente colpiti con sbarre e cavi elettrici. Le donne vengono violentate dalle guardie: lo chiamano “controllo di sicurezza”. Il carcere è inaccessibile alle organizzazioni umanitarie e alla stampa – ecco il perché dell’iniziativa di Amnesty.

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