Pesenti? Ma piantatela di chiamarla socialista

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Ancora oggi, alla radio, è stata definita come “ex ministra socialista”. E mi viene su il nervoso. Perché Patrizia Pesenti ha sempre avuto un solo partito, quello di Patrizia Pesenti. Ha semplicemente usato il partito per arrivare dove voleva e farsi gli affaracci suoi, anche quando era in governo.

Alle elezioni il partito luganese, anche un po’ ingenuamente, aveva provato a candidarla: la cosa era finita in nulla, anche perché si erano, giustamente, levate diverse obiezioni e non pochi storcimenti di naso.

Ieri, lo stesso partito le chiedeva, in nome del socialismo, di rinunciare al LAC. E qui siamo forse già un po’ oltre all’ingenuità. Come si può pensare che una persona come Pesenti rinunci a una poltrona servita su un piatto d’argento? Fare appello alla sua fede e al suo buon cuore è come chiedere a un panda di mangiare solo lasagne.

Oggi i giochetti di partito, cosa normale di per sé, hanno nuovamente premiato la Pesenti, che dopo essere entrata nelle grazie, anni fa, dell’allora collega Borradori, oggi flirta volentieri anche con tutta la Lega cittadina. Ed è stata premiata soprattutto dal suo ex partito, che disertando la seduta le ha spianato la strada. Difficile da capire la strategia dietro a questo concetto. Partitocrazia? Certo che c’è, se no non ci sarebbe la politica: non fingiamo. I partiti lottizzano per mangiare o per controllare gli altri, d’altronde nei seggi sono rappresentati tutti i partiti per verificare che non ci siano brogli. Nessuno si fiderebbe di lasciare i seggi a degli “esperti”. Detto questo, Pesenti sta al LAC come Moana Pozzi a un convento.

E pensare che noi socialisti, che siamo coglioni di buon cuore e di idee forti, eravamo scesi in piazza, in una delle più grandi manifestazioni che questo cantone aveva mai visto, per difenderla, la Patty. Bel ringraziamento ragazzi, bella presa per il culo. 5’000 fessi in piazza a difendere una che si è sempre fatta i cazzi suoi. Oggi la Patty ringrazia il suo partito sgambettandolo e andando a braccetto con la Lega. Dite tutto, ma non che non ce lo si poteva aspettare.

E purtroppo dovremo sentire ancora la radio che la definisce “ex ministra socialista”. Non so gli altri, ma io me ne vergogno. Profondamente.

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