“Prima i nostri”, un’immensa presa per il culo

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Mettiamola così. Siete in una società che coltiva tulipani, proponete una radicale modifica delle colture convinti di poter migliorare la produzione e il consiglio di amministrazione vi dà una cambiale in bianco per agire. Voi, felici e motivati, vi mette al lavoro. È logico no?

L’UDC di Marchesi, uno che ti fa rimpiangere quello schizzo di Pinoja, invece no. Nicchia, fa melina, ci gira in giro. Gli hanno offerto su un piatto d’argento una commissione a sei, in cui loro avrebbero avuto la maggioranza. No, non la vogliono. Vogliono un tavolo di lavoro allargato, che tradotto significa: più siamo a prenderci la colpa del fallimento, meglio è. Anzi, così diamo la colpa a voi che non ci fate lavorare. Le loro misure? Atti parlamentari già depositati da altri e magari già votati in Gran consiglio e addirittura già bocciati da loro stessi.

“Prima i nostri” nello statale e nel parastatale? C’è già da anni. Provate a mandare un curriculum da frontaliere in governo, neanche aprono la busta. Polvere negli occhi dei polli che hanno davvero creduto che questi volessero migliorare qualcosa, quando in realtà usano sparate elettorali per guadagnare voti ma non proporre soluzioni.

Ma la grande fregatura maestra, è che questa votazione del popolo sovrano ha inserito il principio della precedenza indigena negli obiettivi sociali della Costituzione, non fra i diritti.

Cosa vuol dire in parole semplici? Che se un datore di lavoro ti licenzia, come accade, per assumere un frontaliere, non hai nessun diritto di reclamare né di andare da un giudice, e il tuo datore di lavoro non riceverà nessuna sanzione. Per lo stesso motivo, nessuno è in grado di imporre al datore di lavoro di mettere sul mercato posti a stipendi ticinesi. Detto in soldoni, ti può offrire un posto a 3’000 fr., tu lo rifiuti e lui, di nuovo, può assumere un frontaliere senza nessun rischio di sanzione. Lo steso popolo, con una lungimiranza affascinante, ha votato contro le misure di contenimento del dumping salariale, unico baluardo al crollo degli stipendi.

Ma allora perché cazzo abbiamo votato? Appunto, bravi, ci state arrivando? Avete votato solo per ingrassare UDC e Lega, quelli che adesso alzano la testa fischiettando e rifiutano di prendere in mano il pasticcio che hanno creato. Perché ora, i furboni, sanno benissimo che non hanno modo di obbligare i datori di lavoro ad assumere residenti a stipendi decenti.

Stavolta sono al muro, e dubitiamo che gli altri partiti si faranno prendere per il culo un’altra volta. Avevate la panacea per tutti i mali? Bene, realizzatela, gli strumenti ve li abbiamo dati e non vi mettiamo nemmeno i bastoni tra le ruote.

Ci vediamo tra sei mesi.

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