Ramsauer: Gli animali? Prima i nostri!

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Ecco, quando pensi di aver visto tutto, esce l’ennesimo balengo leghista con un’interrogazione, un’interpellanza o un articolo che ti mandano sotto il tavolo a tenerti la pancia per timore di lasciar andare il contenuto della vescica in preda alle contrazioni.

Stavolta tocca a Patrizia Ramsauer, che spinge l’amore per il ridicolo praticamente a livello di arte, scrivendo un articolo su cagnolini e gattini, che lei ama alla follia purché ticinesi. Un trovatello già di Uri sembra di seconda categoria. Non parliamo di un povero randagio di Varese, o di Tbilisi, che è praticamente l’equivalente di un migrante in un barcone, perlomeno agli occhi della deputata in Gran Consiglio leghista.

Eh sì, perché ricordiamo che questi amanti del ridicolo, spesso, siedono negli scranni che dovrebbero occupare coloro che fanno le leggi per i ticinesi e ne decidono la sorte. Ma leggiamo la Ramsauer direttamente:

“Da anni autorità federali e canto­nali e associazioni SERIE che si occupano di animali, rendono at­tenti sulle conseguenze a cui si possa andare incontro acqui­stando o adottando animali pro­venienti dall’estero, quindi non si può più affermare: “Io non sa­pevo…!”. Adottare o acquistare animali provenienti dall’estero è “andare a cercarsela”. Quindi poi non la­mentatevi!”

Ecco, se vi siete commossi per la sorte dei randagi rumeni o palermitani, o per la sorte dei levrieri da corsa che vengono soppressi una volta esaurita la loro utilità, siete in poche parole dei pirla. Non parliamo del gattino tutto fradicio che avete raccolto in vacanza e avete accolto nelle vostre capaci e opulente braccia patrizie. Nessuna pietà per chi ha pietà!

Poi la Ramsauer, in tutta la sua nerboruta leghitudine animalista, così conclude l’articolo:

“Anche far adottare animali adulti e anziani è problematico, nel no­stro Cantone. Quindi, io dico, PRIMA I NO­STRI, anche per gli animali. Quando i nostri rifugi saranno VUOTI, si potrà strizzare l’oc­chio… a quelli degli altri Cantoni!”

Capito? Il cagnolino di Uri o il gattino di Svitto possono andare a farsi friggere. PRIMA svuotiamo i nostri rifugi, poi se ne parla, e mica di uno straniero, che quello è delirio puro, ma dell’animaletto di un altro cantone. 

Per certa gente ormai l’assurdo è parte del quotidiano. Consumiamo solo prodotti ticinesi ed eventualmente svizzeri in seconda battuta, idem per le acque minerali. Quelli di Cugnasco Gerra era meglio lasciarli morire di sete che dargli l’acqua Rocchetta. Adesso nemmeno l’animale da compagnia puoi prenderti fuori dai confini.

Chissà se la Ramsauer tollera i canarini iberici o solo quelli nati in Ticino.

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