Zalone a Berlino

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Ieri pomeriggio alle 17 dovevo andare al festival del cinema italiano a Berlino e guardare il nuovo film di Checco Zalone dal titolo “Quo Vado?” ed ero in qualche modo contenta perché diciamocelo: da ‘ste parti è difficile trovare proiezioni in italiano.

Alle 16:55 mi metto in fila e riferiscono a me e all’altro poraccio che mi accompagnava che “purtroppo il film è sold out”. Bene. Che facciamo? Diametralmente opposto al cinema vi è il famoso teatro Volksbühne costruito nel lontano 1914 e vi è la premiere de “I fratelli Karamazov”. Mi sacrifico per la prima (e ultima volta) e accetto l’invito dell’altro malgrado il mio tedesco sia uno scarso b1, posso sopravvivere 90minuti senza capirci molto, perché alla fine dei conti il libro l’ho letto.

Dopo 20 minuti di show la mia testa continuava a cadere, la performance aveva su di me un effetto soporifero spaventoso: gli attori parevano bravi ma il dramma stava nel fatto che questa versione del racconto del caro Fëdor Dostoevskij era interpretato in chiave simbolica e quasi surreale. Trascorse circa 3 ore pare che il tutto sia terminato: nessuno applaude, nessuno! Tutti si alzano ed escono, al che mi domando: ma allora… sono io o faceva proprio cagare? Mi rivolgo a una signora: “Ma scusi, sta roba quanto dura ancora? Lei lo sa?” Mi guarda quasi offesa: “7 ore in totale, ora c’è la pausa di 15 minuti e poi inizia la seconda parte.”

Mi si gela il sangue nelle vene. Ho fame e voglio fumare. E soprattutto non posso resistere.
Mi scuso e mi dileguo. Ho mangiato un falafel ed ero la persona più felice del mondo, eppure continuavo a pensare allo show: sicuramente verrà valutato di merda, non vedo l’ora di leggere le recensioni della critica domani.

Quest’oggi il verdetto: “Un pezzo incredibile, geniale e fresco.”

Fanculo, mo’ domani me guardo Zalone.

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