Cara Michelle, spiace. Spiace davvero

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Mentre tutti fanno chiacchiericcio sulle elezioni, io penso a te.

Anni e anni a fare la first lady di classe, e adesso arriva ‘sto tamarro.

Io lo so che in queste ore stai andando nel tuo orto a salutare le piantine, una per una. Tu, che hai piantato le verdure alla White House per far capire agli americani che mangiar sano fa bene, adesso devi sciacquarti e lasciare il posto a quella lì, che non mangia dal 1984.

Porcavacca, Michelle. Io lo so che in questi anni hai fatto di tutto per essere splendida. E, te lo dico, ci sei riuscita. E non deve esserti costato poco. Sempre lì, ad “affilare la lama” (come dicono i coach) per esser topa, tonica, elegante, col caschetto a piombo.

E lo so che un sacco di volte avresti preferito essere in cucina a sfornar biscotti o sul divano a guardare la tua serie preferita con un sacchetto di chips appoggiato sulla panza e una Cola XL. A proposito: ma lo hai mai guardato House Of Cards? Fino a pochi giorni fa sembrava l’antologia romanzata di tutto ciò che di brutto si fa in politica negli States, ivi inclusa l’ascesa al potere di un vero cagone. Oggi, alla luce dei fatti, è solo la dimostrazione che la vera eccezione siete stati voi. Neanche una figlia anoressica o alcolizzata, non una sottolineatura rossa nel vostro passato: ma siete normali o cosa? Niente. A quanto pare non vi facevate le canne all’Uni, tuo marito non ha mai messo un bigliettone da venti nelle mutandine di una spogliarellista. Siete persino istruiti. Pazzesco, per la First family. E infatti vedi che le cose ora tornano allo status quo.

Aaaahhh, mia bella Michelle, chissà quante ore dal parrucchiere a far star giù i capelli, chissà gli accidenti che avrai tirato per entrare nelle guaine (per entrare nei tubini) e sembrare ancor più luminosa della stella che già sei.

Michelle, che hai dovuto sopportare un marito che anche a tavola parlava con le bambine di politica internazionale: chissà quante volte ti sei detta che, con tutto l’amore del mondo, poteva esser più rilassante essere sposata ad uno delle Poste!

Sorridente Michelle, adesso arriva il panzone col canarino impagliato in testa e spazza via, in una sola alitata (alcoolica o no, è tutto da vedere), il bel pulito di cui avevate inondato la Casa Bianca. Non che tuo marito abbia fatto i miracoli, figuriamoci. Noi sappiam bene che per ogni Presidente c’è una ciurma che gli tiene stretti gli zebedei con unghie uncinate. Ma almeno voi eravate… come dire… carini. Come dire, l’eccezione americana.

Non che vedere la Clinton nella sala ovale ci avrebbe saziati e resi felici. In fondo, siamo onesti, stare seduta allo stesso tavolo in cui suo marito si faceva fare i soffocotti dalla Lewinski avrebbe potuto pregiudicare i nervi anche del Sai Baba. La faccia da pirla con cui guardava i palloncini durante la campagna elettorale mi ha sempre fatto capire che recita. E pure male.

Però. Però… però del però…

Però ci mancherai, Michelle. Che riuscivi ad andare nei talk show a fare le imitazioni di tuo marito e la gente si sganasciava, ma poi tutti vi rispettavano comunque. Adesso “quella lì” a malapena potrà fare la carta carbone (come ha già fatto) sulle tue battute migliori senza nemmeno aggiungere “cit.”…perché, si sa, quelli lì sono i padroni di tutto, anche della proprietà intellettuale altrui. Anche se non la capiscono, intendo dire.

Fra le tante First Lady che io ricordi, Michellona nostra, tu sei stata la migliore. Sei stata te stessa, hai detto la tua, hai supportato con personalità, facendo impallidire (eh, lo so, scusa la battuta) le Nancy Reagan che dietro al marito muovevano la testa come il pupazzo del cagnolino che sta in auto, le due Bush (che nemmeno distinguo più) che sorridevano sempre, ma un po’ si vedeva che si vergognavano dei loro cialtroni, la Hillary (si riposi in pace) che a un certo punto, come si diceva, ha dovuto far fronte a quel bel palco di corna pubbliche… guarda, mi scompare anche la Jackie, che in fin dei conti era una bambolina ben vestita… ma impossibile competere con te. Te che hai cantato, hai ballato, hai fatto discorsi, hai sostenuto movimenti, te che ce l’hai messa tutta, insomma, per tentare di fare la tua particina significativa in questo schifo di mondo.

E niente, adesso arriva Miss zigomo gommato, miss parrucca impeccabile, miss sederino di marmo, miss discorsetto clonato (manco un ufficio stampa decente, c’ha) ad abitare le tue stanze, ad abbandonare il tuo orticello, a far dimenticare le tue validissime cause. Soprattutto quella femminile. Miss labbra glossate la causa femminile pensa che sia un processo per sole donne, fai tu.

Michelle, non lasciarti andare però. Continua a fare gli esercizi per gli addominali e i glutei, a piantare i pomodori, a mandare a scuola le tue figlie come fossero normali figlie di un ex Presidente.

Sfogati, sforna i biscotti e guarda tutte le serie TV che, a forza di andare in giro e seguire il bel maritino, ti sei persa.

E fa’ pure il bersaglio con le freccette con la faccia dell’ignorantone al centro.

Ah. Se ti suonano dei tipi incappucciati, non aprire.

Con immutata stima.

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