Chiesa, basta con le balle

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In Ticino sembra di vivere in una realtà parallela, dove viene spacciata per grande e luminosa idea la banalità più sconcertante. Il sedicente quotidiano indipendente della Svizzera italiana oggi fa da megafono a Marco Chiesa il quale, udite udite, si dice “pronto a lavorare per realizzare il principio della preferenza indigena” nell’ambito di “Prima i nostri!”. Wow, dobbiamo anche ringraziare?

Un sempre più sdraiato Gianni Righinetti, che l’indipendenza del giornalista non sa neanche dove stia di casa, è riuscito a far emergere Chiesa come vittima sacrificale di quello stolto governo che, peste lo colga, non ha la minima intenzione di attuare l’iniziativa democentrista approvata dal popolo e il sospetto del capored… giornalis… insomma, di Righinetti è tutto nella domanda: “Ritiene che gli altri partiti vi abbiano voluto punire perché voi, partitino ticinese, avete vinto alle urne?” Complimentoni, Carl Bernstein non avrebbe fatto meglio.

Istigato a dovere da Righinetti il consigliere nazionale si addolora, si strugge perché non è stato approvato un tavolo tecnico. Dice che va trovata una soluzione in fretta, spara a zero sui sindacati, su Cattaneo, tanto lo sappiamo: gli unici con del cervello sono loro. Peccato, però, che chiunque con un grammo di sale in testa abbia già capito da tempo a che gioco stia giocando l’UDC. Il tavolo tecnico o comunque abbiano intenzione di chiamare le loro proposte per l’applicazione di “Prima i nostri” sarebbe stato solo una perdita di tempo, un procrastinare. Tutto ciò perché di come applicare questa iniziativa sono loro i primi a non averne idea. E quindi si spara a zero su tutti gli altri con il via libera del Corrierone, e anche questo è uno schema già visto: cosa sta facendo l’UDC nazionale dal 9 febbraio 2014? La stessa identica cosa: infilatasi in un cul-de-sac da antologia ogni giorno che Dio manda in Terra dà a qualcuno la colpa per la mancata applicazione, senza fare un briciolo di autocritica. Continuano a far votare il popolo su proposte inapplicabili, la colpa è loro non di Beltraminelli o Cattaneo, se ne faccia una ragione Chiesa.

Insomma Chiesa, basta con le balle. Avete voluto la bicicletta? Pedalare. Smettetela di incolpare l’universo mondo e, per una volta nella vostra vita, prendetevi una responsabilità. Non tanto verso di noi, ma almeno verso chi vi ha votato sì.

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