Desaparecidos, una storia d’oggi

Di

Molti di noi si ricordano la dittatura argentina e i Desaparecidos, migliaia di persona arrestate, incarcerate, torturate e fatte sparire. Tutto in nome di un’ipotetica difesa dal comunismo. Era sufficiente una protesta per il prezzo dei biglietti degli autobus per diventare sovversivi e meritarsi tortura e morte. Ce lo hanno spiegato bene film sulle epurazioni tra gli studenti d’arte e di architettura come “La notte delle matite spezzate”. O ce l’ha raccontato Isabel Allende nel suo malinconico “D’amore e d’ombra”, ormai anche lui un classico della letteratura dell’America Latina.

E a fare male sono spesso i cognomi italiani degli scomparsi, dei torturati, degli uccisi: Falcone, Brandazza, Magliano, Baldini. E anche Ticinesi, figli dell’emigrazione dell’Ottocento o di inizio ‘900. Ma anche polacchi, ebrei, irlandesi. Un mondo sparito tra le fauci di una dittatura feroce e sanguinaria. 30 mila persone e più scomparse nel nulla.

Ce lo racconta anche Mirko D’Urso, autore e regista, con una sua pièce memorabile che sarà al Teatro Sociale di Bellinzona questo venerdì 11.

“Desaparecidos” è ambientata nel 1977 in Argentina. È la storia di due giovani donne, due amiche che vengono rapite, incarcerate e torturate durante il periodo della dittatura militare capeggiata da Videla, Massera, Viola e Galtieri tra il 1976 e il 1983. Non hanno colpe. Non sono terroriste. Sono solo ragazze che sognano un futuro diverso per la propria nazione. Una storia dura, violenta, tratta da testimonianze vere. Una storia di dolore e di amicizia. Un’amicizia in pericolo. Una storia triste. Lo Stato, corrotto. La chiesa, collusa. Gli uomini, sporchi. Sporchi come questa guerra. D’Urso, a quarant’anni dal colpo di Stato che ha portato al potere Videla, mette in scena la tragedia dei desaparecidos raccontando senza sconti fatti realmente accaduti.

Una tragedia che, come l’Olocausto, non dovremmo mai dimenticare e dovremmo raccontare ai nostri figli.

Ti potrebbero interessare:

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!