È storia d’amore tra Matteo Pronzini e l’UDC?

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Ecco la dimostrazione che l’UDC è alla canna del gas con l’iniziativa prima i nostri. In un comunicato prende atto infatti, e con soddisfazione, dell’appoggio di Matteo Pronzini dell’MPS. L’UDC che è felice del sostegno di un deputato dell’estrema sinistra fa veramente venire le lacrime agli occhi. Ma siamo alla pura farneticazione quando i Democentristi scrivono: “Dopo un mese e mezzo dalla votazione del 25 settembre, il muro dell’opposizione preconcetta e strumentale dei partiti del NO comincia a sgretolarsi” e proseguono vaneggiando: “La proposta Pronzini smentisce PLR PPD e PS che per mesi e mesi hanno gridato ai quattro venti che l’iniziativa “Prima i nostri!” era inattuabile.”

Cioè, Pronzini da solo sgretola il fronte PPD, PLR e PS? Demolisce il muro dell’opposizione? Certo che ridurvi a fare il filo a Pronzini è veramente triste. Sarebbe come se il PS elemosinasse il sostegno di Pamini per statalizzare le banche. Il finale del comunicato UDC, comunque, fa addirittura tenerezza: L’UDC invita altresì il deputato Pronzini a sostenere e a fare sostenere dai deputati della sua area anche le altre proposte che scaturiscono dall’iniziativa “Prima i nostri!”.

Tra un po’ gli offrono da bere, un biglietto per il Parco avventura al Tamaro e una medaglietta con la faccia di Blocher. Qualcuno dovrebbe dire all’UDC che Pronzini ha un’area che si ferma grossomodo a Max Ay, e i due non sono nemmeno d’accordo su tutto. Potremmo dire senza tema di smentite che l’area di Matteo Pronzini è… Matteo Pronzini.

Detto questo siamo convinti della buona fede di Pronzini e cerchiamo di capirci qualcosa. Dunque, l’MPS in realtà era contrario all’iniziativa UDC. Pronzini infatti, nella sua iniziativa parlamentare sul dumping salariale, sostenuta peraltro da buona parte della sinistra, scriveva:

“(…) riteniamo che la cosiddetta “priorità cantonale o nazionale” sia una rivendicazione sostanzialmente xenofoba (non a caso il padre di questo orientamento è stato il capo del Front National francese Jean Marie Le Pen con il suo “Les Français d’abord”), tesa a dividere i lavoratori e le lavoratrici su base etnica, nazionale e regionale”.

Ma perché l’UDC allora ha questo attacco d’amore improvviso per uno dei suoi più acerrimi nemici? Perché Pronzini invoca in parlamento l’articolo 14, lettera J della costituzione, che recita: “nessun cittadino del suo territorio venga licenziato…”. Ma né l’UDC e la Lega, come scrive Pronzini, né PPD o PLR hanno intenzione di mettere alcun limite al mercato. Detto in parole povere: l’UDC caldeggia “Prima i nostri!” ma non vuole obbligare le aziende ad assumere i locali, rendendo la propria iniziativa inutile, come diceva la sinistra prima del voto. Ed è lo stesso motivo per cui ora chiedono l’aiuto degli altri partiti per implementare la legge.

Questa votazione è stata fatta a tutti gli effetti per truffare la gente, quando in realtà, UDC e Lega proteggono l’economia e si guardano bene dal recarle danno con dei vincoli a favore dei lavoratori.

Non ce ne voglia Matteo perché abbiamo sminuito il suo ruolo. La coerenza estrema richiede uno scotto, e il suo risultato è spesso la solitudine. O la compagnia indesiderata di pessimi compagni di viaggio.

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