Ecco le punizioni per i poliziotti condannati a Locarno

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Della condanna dei due agenti della polizia di Locarno condannati per una fila di reati compiuti la mattina del 13 febbraio 2013 nei confronti di due privati cittadini ci siamo occupati per primi, in esclusiva, il 19 marzo raccontandovi della condanna in appello che si incaricò di aumentare la pena rispetto a quella loro comminata dalla Pretura penale.

Il 25 marzo abbiamo spiegato ai nostri lettori per filo e per segno cosa successe quella mattina, e la risposta di Niccolò Salvioni, capo dicastero sicurezza di Locarno, fu all’insegna della minimizzazione, del far passar l’acqua. Anche davanti alla pubblicazione di virgolettati della sentenza che non lasciavano spazio alla fantasia né alla recriminazione Salvioni ammise che forse un problema c’era. Anzi, il PS che parlando di questo e altri casi chiese lumi al Municipio, si vide rispondere che si stava parlando di niente, nulla di grave, che dite?

Salvioni si scatenò, arrivando a definire il PS locarnese e noi che gli ponevamo domande gente che “interferisce”. Il virgolettato preciso della sua risposta? Voila: “E ora per cortesia, che la sezione del partito socialista, o chi per essa, la smetta di interferire sul funzionamento della compagine municipale per finalità meramente elettorali e si attenga ai protocolli e alle forme istituzionali, dimostrando così senso dello Stato”. Il povero Salvioni chissà come l’ha presa adesso che il “senso dello Stato” l’ha dimostrato il Municipio di Locarno, sputtanando ogni dichiarazione precedente del mirabolante municipale, rendendo note le punizioni decise per i due agenti coinvolti.

Per l’agente più “anziano”, si è trattato del primo “errore”, anche se chiamarlo errore fa parecchio ridere è stato deciso per lui il confino a semplice lavoro d’ufficio. Da far tremare i polsi. All’altro simbolo dell’ordine, invece, è andata peggio: pur essendo molto più giovane e avendo solo trent’anni, è pure recidivo. Il suo equilibrio nella professione lo dimostrò già, infatti, sempre per abuso d’autorità e, per variare, contro un richiedente l’asilo a Ponte Brolla il quale, giusto per chiarire bene l’episodio, affermò di essere stato malmenato dall’agente. Proprio un paladino: difatti è stato licenziato e tanti saluti.

Questa vicenda allucinante è finita in un modo, tutto sommato, giusto. Noi abbiamo fatto il nostro lavoro, denunciando e facendo emergere le contraddizioni, mettendo spalle al muro il municipio di Locarno e il suo capo dicastero sicurezza. E continueremo a farlo, sempre.

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