Il reddito di base piace. Anche a destra

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La proposta di un reddito di base per tutti, bollata in Svizzera come una roba da sfaccendati comunisti, sta seducendo sempre più persone in Europa. Anche, e soprattutto, a destra.

In Francia si è nel pieno della campagna elettorale per le primarie del centrodestra, e ben due candidati (più uno che non è riuscito a trovare le firme degli eletti necessarie a presentarsi) hanno inserito la questione nel loro programma. La prima è un pezzo grosso: Nathalie Kosciusko-Morizet, ex portavoce di Sarkozy negli anni all’Eliseo, ex candidata sindaco di Parigi, ha proposto nel suo programma un reddito di base non condizionato (quindi non per tutti) di 470 euro mensili. Che se abiti a Parigi fan ridere, ma se sei in un paesino in Vandea, sei disoccupato e hai dei figli diciamo che aiutano.

L’altro candidato che si è occupato del tema è Jean-Frédéric Poisson, presidente del partito cristiano democratico, che si è spinto addirittura più in là: 800 euro al mese per tutti, in sostituzione di tutti gli aiuti sociali e famigliari. L’obiettivo posto con questa proposta è di abbattere del 10% queste uscite da parte dello Stato, senza andare a toccare il potere d’acquisto delle famiglie. Un’idea simile la portò avanti anche Frédéric Lefebvre, dei Républicains: 800 euro per tutti in sostituzione di ogni beneficio sociale.

Certo, quando si parla di reddito di base ci sono scuole di pensiero. Ci sono quelle di Tommaso Moro, Betrand Russel o John Rawls da una parte e quella di Paolo Pamini dall’altra. Ma è innegabile che il dibattito ci sia e sempre più ci sarà nell’immediato futuro. Quando alla Coop per guadagnare tempo andiamo alla cassa self-service, inconsapevolmente viviamo ciò che sarà la normalità tra non molti anni. Scordandoci ogni romanticismo e la poesia, perché un’azienda che deve fatturare deve pagare delle cassiere se il cliente è capace di passare da solo il codice a barre davanti a un laser?

Anche chi è di destra è giusto che si ponga questa domanda. In Francia l’hanno capito. Qui aspettiamo.

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