“Intanto facciamo gli scongiuri che non succeda nulla”

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Uscita dal nucleare: GRAZIE al 46% che ci ha creduto (e grazie alla mia città adottiva Locarno con il 51.6% di sì e alla mia Bellinzona con il 54% di sì), risultato migliore del 2003 ma complessivamente molto deludente, perlomeno in Ticino. Oggettivamente era difficile pensare di ottenere di più con tutti i partiti di centro-destra contrari e solo qualche singolo esponente di PPD-PLR-LEGA-UDC che è uscito timidamente dallo schieramento (e i favorevoli di questi partiti che non si sono esposti per paura di andare contro i loro partiti potranno solo recitare il mea culpa). Il risultato odierno mostra ancora una volta come ampie fasce della popolazione e importanti zone del Paese (ad esempio i cantoni alpini) convinti dalle lobby e dalle elite dei partiti di centro-destra votino in definitiva contro i propri interessi. Il Ticino con l’idroelettrico e il grande potenziale delle rinnovabili (sole e biomassa) aveva solo da guadagnare da un’uscita rapida dal nucleare (introiti e posti di lavoro). Ha deciso altrimenti: quando tra qualche anno forse si recriminerà sulla scelta fatta (come già successo con l’investimento di AET nel carbone tedesco, ormai deficitario) magari sarà già troppo tardi. Ora aspettiamo al varco i contrari che si sono dichiarati chiaramente contro le importazioni di energia sporca (nucleare e carbone) già ampiamente in voga oggi: una tassazione su queste importazioni sarà più che mai necessaria per salvare l’idroelettrico. Vediamo se alle parole seguiranno anche i fatti…intanto facciamo gli scongiuri che non succeda nulla di grave alle nostre centrali nucleari.

Matteo Buzzi

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