La RSI diventa Al Jazzera?Stop al canone? Se lo dice D’Errico…

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Scorrendo il Mattinonline,pratica che compio sovente in un determinato momento della giornata, ovvero quello dedicato all’espletamento dei bisogni corporali, per il quale il suddetto sito web (perché definirlo giornale farebbe squarciare la facciata del New York Times come il velo del Tempio) svolge una funzione coadiuvante e stimolante, mi imbatto in un articolo del caro Aron D’Errico, colui che sta al giornalismo come Ronaldo sta all’hockey, l’uomo che individua nel kebab la deriva del Cantone: ma non parliamo del personaggino, non si dica che ce l’abbiamo su con lui personalmente, parliamo di cosa scrive.

D’Errico, dimostrando doti di indagine che nemmeno alla CIA, cita alcune rivelazioni direttamente dal “terrario” della RSI, ovviamente anonime: secondo il Nostro, Rete Due sarebbe totalmente  in mano ai kompagni tramite la produttrice, “una certa” Sandra Sain, “una milanese” (ci manca solo che dica “Una di quelle”) in possesso di un permesso B (una specie di Lettera Scarlatta, secondo d’Errico), e quindi non frontaliera ma residente, che ha lavorato per Radio Popolare, noto covo di comunisti secondo d’Errico, e ovviamente non manca la filippica su quanti italiani strapagati lavorano alla RSI , perché una milanese e non un ticinese, e via dicendo. Ora, io faccio i complimenti a D’Errico per aver scoperto dopo 10 anni che Sandra Sain lavora alla RSI, augurandogli che la caduta dal pero non gli sia troppo dolorosa: la Sain, infatti, che peraltro si è occupata di traduzioni al Festival di Locarno, ovvero proprio la città di Aron D’Errico, collabora già con la RSI almeno dal 2006, quando sostituì Aldina Crespi a “Storie”, e non ha assunto l’incarico di produttrice di Rete Due ieri, ma bensì all’inizio del 2014, e indovinate chi scrisse la notizia, già allora scandalizzato? Il Mattino della Domenica, in questo articolo  del 28 maggio 2014: forse Aron D’Errico ai tempi non leggeva il Mattinonline? Oppure quando non si ha nulla da fare torna comodo riciclare articoli di due anni prima? (Andate a cercare al riguardo gli articoli del Nostro contro il Kebab per rendervi conto dei copia e incolla a distanza di tempo). Ad ogni modo, siamo lieti che finalmente D’Errico si sia reso conto di una notizia vecchia di due anni, complimenti per la perspicacia! E a proposito: ma “Prima i Nostri”, che il suo partito ha sostenuto caldamente, non parla di preferenza “ai residenti”, quindi anche ai permessi B? Ma forse, anche di questo D’Errico si accorgerà fra un paio d’anni…e magari scriverà un articolo, chissà..

Ma la parte più bella, quella su cui ho espresso il meglio delle mie deiezioni, viene dopo: secondo l’informatissimo  D’Errico, a nominare la Sain sarebbe stata Diana Segantini, dirigente responsabile della cultura alla RSI che, udite udite, parla arabo e ha studiato cultura islamica a Napoli! Il Nostro qui si straccia proprio le vesti, chiedendosi se siamo alla RSI o ad Al Jazzera, gridando allo scandalo perché una esperta del mondo arabo dirige la cultura alla televisione pubblica, e trovando in ciò la causa dell’abbandono da parte della RSI delle commedie dialettali, che rimpiange e richiede a gran voce.

Ora, al di là del fatto che la parola cultura detta da D’Errico è come sentire il Papa che bestemmia, e al di là del fatto che D’Errico probabilmente è  poco consapevole dell’enorme patrimonio culturale del mondo arabo (e qui non parliamo di religione, sia chiaro), a partire dai numeri che egli stesso usa ogni giorno per finire alla matematica, alle scienze, l’astronomia e altre cose a cui, facendo parte dell’ambito culturale, è facile presumere che il Nostro sia fortemente allergico a meno che non siano in dialetto ticinese, qui non scadiamo nel ridicolo: qui il ridicolo è seduto in prima fila e applaude qualcuno più bravo di lui. Viene spontaneo chiedersi se, nel caso la dirigente avesse studiato letteratura russa o cinese, D’Errico avrebbe gridato alla trasformazione della RSI nella Pravda o in un Libretto Rosso.

E non vogliamo pensare a cosa avrebbe potuto dire se la Segantini fosse una sessuologa….

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