L’abbiamo noi una domanda per Tuto Rossi

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Tuto Rossi, estensore dell’iniziativa “Prima i nostri”, si è preso il lusso di porre 15 domande a Stefano Rizzi e Lorenza Rossetti riguardo all’applicazione della stessa. Noi non abbiamo 15 domande, ne abbiamo solo una: che c’entrano Tuto Rossi e il suo curriculum con un argomento così delicato e di difficile realizzazione?

Sì, lo abbiamo già scritto: è l’estensore dell’iniziativa. Bene. Motivo in più per storcere il naso e rimanere allibiti: Rossi si è dimostrato peggiore di Claudio Zali nello scrivere leggi, perché 15 domande o non 15 domande è lui che ha scritto un’iniziativa farraginosa e, francamente, coi piedi. E con quale faccia parli di soldi, economia e mercato del lavoro dopo la valanga di milioni che è costata a BancaStato la sua inettitudine lo sa solo lui. Anzi, lo sanno solo all’UDC.

Pur rimanendo ampiamente soddisfatti del fatto che, stavolta, non ha sbagliato data ma si è presentato alla riunione della Commissione per l’applicazione di “Prima i nostri” in perfetto orario, e senza scrivere indignati quanto comici post su Facebook, resta l’altro fatto: che non capiamo assolutamente in che modo uno come Tuto Rossi possa mettere le mani su argomenti che è palesemente inadatto a gestire. Il suo curriculum non ha insegnato niente a nessuno? Tuto Rossi è stato condannato nel 2006 per aver perso 21 milioni di franchi dei ticinesi quando lavorava per BancaStato. Amministrazione infedele qualificata, si legge sulla sentenza. 21 milioni, mica due spiccioli. Con un accordo, Rossi ha restituito un milione e mezzo. Gli altri 19 e mezzo ce li troviamo noi sul groppone. Il calcolo è subito fatto. Le nefandezze di Rossi pesano per circa 51 franchi sul conto di ogni ticinese, ottuagenari e neonati compresi.

Questo è Tuto Rossi, l’estensore di “Prima i nostri”. E scrive domande, e si fa bello al Quotidiano. Applausi all’UDC, sinceri.

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