Lavori illegalmente? Il cantone ti premia

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Purtroppo, e troppo spesso, affrontiamo decisioni di autorità comunali che confondono il risparmio per la collettività con una corsa al prezzo più basso. Corsa che poi spesso si rivela una fregatura se non una violazione delle leggi.

Questo è il caso della Compodino, ditta di compostaggio che lavora su territorio di Locarno ma nella zona di Gordola. Per capirci, è il famoso compostaggio delle puzze, quelle che hanno reso dure le giornate di molti gordolesi per anni. Gordolesi che si ribaltavano ogni volta che aprivano una finestra. Si scoprì oltretutto che le puzze stagnavano perché gli ammassi di composto venivano girati troppo poco spesso, creando un terribile lezzo di putrefazione che non ci sarebbe stato se lavorati correttamente.

Parliamo comunque di 20 anni di illegalità tollerata dalle autorità, una situazione similare a quella del silos Ferrari, che dragò per decenni la foce del Ticino nonostante questa fosse una zona protetta a livello federale. Qui è un po’ la stessa cosa: Compodino lavora su terreni agricoli pregiati (Terreni SAC, ovvero le migliori coltivabili, riservati alla sicurezza nazionale e all’approvvigionamento della popolazione) anche se svolge un’attività industriale, e non ottempera a tutti i requisiti richiesti dalle leggi per il compostaggio. Le autorità cantonali e comunali fanno finta di niente, invocando l’interesse pubblico. Perché? Compodino è l’unica piazza di compostaggio? No, ce ne sono altre, che oltretutto lavorano in zona industriale, al coperto, con vasconi di cemento e rispettando le leggi. Ma nonostante ciò Locarno ha ancora recentemente deliberato un altro mandato a Compodino.

Locarno comunque non è sola, molti altri comuni si rivolgono a Compodino perché ha prezzi più bassi. Di nuovo domandiamo: perché? Semplice, i terreni agricoli costano molto meno dei terreni industriali, e le misure per restare nei parametri di legge anche. Il disattendere queste regole premia Compodino che pur lavorando nell’illegalità, riceve mandati perché costa meno.

Siamo all’assurdo. Le aziende che seguono gli iter legali, non lavorano, quelle che barano sì. È come se per risparmiare comprassi merci rubate sapendo che hanno provenienza illegale. La legge mi blinderebbe immediatamente per ricettazione. Qui invece chi lavora al di fuori della legge non solo non viene punito, ma addirittura premiato.

Ma in soldoni di che parliamo? Prendiamo appunto Locarno, che ha appena deliberato un altro mandato a Compodino per i prossimi tre anni. Il bando parla di 2’100 tonnellate. Circa 300’000 franchi, calcolando una media di 150 franchi a tonnellata. La differenza tra Compodino e, per esempio, Tricomix, che segue i vincoli federali e cantonali, è intorno al 6%. Infatti, Compodino, a preventivo chiede 146,88 franchi a tonnellata, Tricomix 155,52.

Un’ultima cosa: il comune di Locarno, come gli altri, potrebbe ridurre notevolmente la massa di compostabile tritando le ramaglie e gli scarti, spargendoli sul terreno creando humus. Pratica attuata da diversi privati, riducendo così notevolmente i costi.

Oggi si vuole risolvere un abuso creandone un altro e cioè, come al solito, cambiando indirizzo ai terreni agricoli e trasformandoli in industriali, tirando fuori la solita scusa dell’interesse pubblico, che in Ticino sembra un passepartout per risolvere ogni magagna a scapito dell’ambiente. Ma se, come abbiamo visto, di aziende ce ne sono molte altre perché allora ostinarsi con Compodino? Non viene il dubbio che abbia qualche santo in paradiso?

Un’altra chicca. In due interpellanze parlamentari, a nome di Sara Beretta Piccoli e Bruno Storni, il dipartimento del Territorio rispondendo, riesce addirittura a contraddire se stesso. Prima enunciando che non si possono tollerare attività industriali in zona agricola, e poi dicendo che la situazione di Compodino è delicata (NO: è illegale, NdR) e che di conseguenza è tollerata per il servizio che da (male) alla popolazione.

Sarebbe bello veder cosa ne pensano le autorità comunali che si rivolgono alla piazza di compostaggio illegale se altre ditte, per mancanza di mandati, dovessero licenziare del personale. Altro che prima i nostri, prima gli onesti bisognerebbe dire!

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