Milano violenta? Macché, sempre meno

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Abbiamo spesso affrontato il tema della criminalità. Soprattutto in funzione della paura indotta, che non trova riscontro nei dati reali. È ora il turno della Lombardia, l’immensa pianura di nebbie e dove furono le tragiche gesta dei Vallanzasca e dei Turatello a tenere banco. Quando le pallottole fischiavano come in America, e spesso andavano a segno, marcando con lutti pesanti gli anni ’70 e ’80.

Oggi Milano, anche se vi sembrerà strano, è diversa. Infatti, come per il Ticino, le statistiche sulla criminalità sono in diminuzione. Non è però merito di Gobbi come piace dire alla Lega, ma un trend che copre Lombardia, Ticino e Svizzera.

Tempo fa, a Milano cantavano la loro canzone i kalashnikov dei banditi, dei rapinatori di banche, della ‘ndrangheta. Oggi la criminalità non è scomparsa, ma è cambiata e diminuita.

E non parliamo del terrorismo sia rosso sia nero, che faceva impallidire il terrore dell’Isis, ma noi abbiamo la memoria corta e quello che viviamo oggi ci sembra sempre il peggio. Guardiamo le statistiche lombarde:

Nonostante le due pagine indignate di Andrea Colandrea pubblicate parecchio ingenuamente sul Corriere del Ticino di oggi (ma li fanno i controlli a Muzzano prima di pubblicare qualcosa? Sanno cosa voglia dire far giornalismo?) a Milano i reati totali sono scesi sotto i 105’000. Un crollo di 47’000 rispetto al 2015 e di 57’000 rispetto al 2014. Un totale di 36% in meno in 10 anni! Con buona pace di Colandrea e di chi, con avventatezza, lo pubblica sono diminuite pure le violenze sessuali, anche se si situano nella maggioranza dei casi sempre nella sfera famigliare o tra i conoscenti. Il violentatore random che gira per la città è decisamente in minoranza. Tra le 250 e 300 costanti le denunce.

Ma la paura, come per i ticinesi, è percepita diversamente. Nonostante i reati siano regolarmente in calo si ha sempre più paura. Complici i media e i social, sempre più affamati di sensazionalismo che in fondo attizzano solo la paura popolare. Anche i crimini dei richiedenti l’asilo in Ticino sono talmente esigui da non fare quasi statistica. Nonostante ciò, c’è gente a Losone, vicino al centro asilanti della caserma, che ha il coraggio di dire che bisogna girare con la pistola.

Ragazzi, le pistole le abbiamo nella testa, come le nostre paure. Viviamo vite terrorizzate perché non sappiamo più essere logici e perché la paura viene gonfiata ad arte. Quando ci riapproprieremo della nostra serenità? Quando capiremo che è 100 volte più facile morire in un incidente stradale che in un attentato?

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