Rispondiamo noi a Robbiani

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Caro Max (scusa se ti do del tu, ma ormai ti considero quasi di casa). Volevo rispondere io alla tua ultima interrogazione, perché Manuele Bertoli suppongo abbia altro da fare e lo capisco pure.

La prima domanda che mi viene in mente è: ma perché ai leghisti interessano i docenti solo quando fa comodo a loro? Perché non fate qualche interrogazione sulle ore lezione, sul numero di allievi per classe, sul potenziamento del sostegno, sugli stipendi, sull’aiuto ai docenti in caso di difficoltà? Ah già, forse perché voi considerate i docenti un covo di comuni$ti fuki kon il kulo al kaldo, quando vi fa comodo ovviamente. Per il resto difendiamoli, basta spalar letame contro il rosso Manuele.

Mancano insegnanti, è un dato di fatto. Non si trovano supplenti manco a pagarli a peso d’oro, a volte vai al lavoro ammalato perché non c’è nessuno che ti sostituisce, i congedi li puoi prendere solo se hai già trovato un supplente. Vuoi che continui? Ma torniamo alla tua interrogazione, posso provare a risponderti io? Dai, ti prego, lasciamelo fare…

  1. Non so se tutti i Consiglieri di Stato condividano le parole di Bertoli, probabilmente no, ma la mia è solo una deduzione. Io invece le condivido, perché io prediligo la qualità a livello scolastico piuttosto che la priorità. “Ottimo” è meglio che “sufficiente”, non sei d’accordo con me? Vuoi allievi preparati in modo ottimale o sufficiente? Chiaro che se a te basta che sappiano trovare la K e la $ sulla tastiera, allora il discorso cambia totalmente.
  1. La votazione “Prima i nostri” non è ancora stata attuata. I promotori della votazione ancora non sanno da che parte uscire per dare la colpa agli altri del fatto che questa votazione non è attuabile, che ci hanno bellamente preso tutti per i fondelli ma loro sono sempre dalla parte del popolo… e tu fai domande così? Suvvia Max, concentrati…
  1. Ignoro quanto docenti attualmente ci siano che insegnino la lingua italiana e quanti siano quelli stranieri (scrivi pure italiani, non ti si sciolgono le dita, te lo assicuro), ma trova argomenti migliori, la bile rischia di accecare e rendere poco credibili.
  1. Ecco dove volevi arrivare… il brutto, cattivo, rosso ministro Bertoli da quando è a capo del DECS preferisce gli insegnanti stranieri. Perché costano meno, si lamentano meno, e forse fanno anche le pulizie a fine lezione, cancellano la lavagna, si portano la carta igienica da casa e il pranzo nella gamella. Massimiliano, da quanto tempo non entri in una scuola? Ti sei mai davvero interessato a questa professione, ma davvero davvero? Ti consiglio di farlo, prima o poi. Perché sarà un luogo comune o una frase fatta, ma la scuola è il primo passo per il futuro dei nostri ragazzi. E una scuola di qualità è meglio di una scuola di sufficienza, ricordatelo bene. Anch’io mi incazzerei se rimanessi al palo e se al mio posto assumessero un docente straniero. Invece sono ben felice di avere colleghi che ogni mattina si fanno un’ora di tragitto da oltre confine per venire a fare lezioni ai nostri ragazzi, che altrimenti sarebbero in difficoltà. Lo capisci questo, vero? La scuola non è perfetta, attraversa momenti di difficoltà, ci sono docenti in gamba e altri meno, docenti lasciati allo sbando e senza aiuto dai loro superiori. Noi docenti siamo sicuramente migliorabili e per molti versi fortunati. Ma questo non ti dà il diritto di prenderci di mira senza che tu nemmeno sappia cosa facciamo ogni giorno.

Dillo anche al tuo amico Quadri, capo dicastero istruzione a Lugano, che a entrare nelle classi non diventi socialista per contagio. Ma forse, e dico forse, riesci ad aprire un po’ gli occhi e magari anche il cuore.

 

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