Salvane ancora uno se sei capace

Di

15’000 franchi di premio! Figo! Meglio che vincere a Zerovero! 15’000 cucuzze per cosa? Perché hai risposto giusto alla domanda su quanti passi ci siano tra il Ticino e i cantoni limitrofi? Oppure perché hai saputo quanti abitanti ha il Bhutan? No, nulla di così difficile.

15’000 franchi li vinci per il premio al coraggio: il Prix Courage del Beobachter. A chi lo danno? A quei pirla che mettono in secondo piano la propria paura per aiutare gli altri, come il giovane postino Adrian Roggensinger, che ha salvato una pensionata rimasta incastrata in un passaggio a livello mentre stava per passare un treno. Ma anche a quelli che con il loro coraggio civile difendono i più deboli, e lottano perché il mondo sia migliore. Come Michael Räber.

La sua sembra la storia di San Francesco. Sì, perché parte da un informatico svizzero che vuole fare una vacanza in Grecia. È stressante il mestiere dell’informatico. Tutti ti rompono le balle a tutti gli orari, sembra che muoiano se tu non vai a resettargli il server o a formattargli il computer. E allora ti sogni una bella vacanza in Grecia. L’Egeo, il profumo del mirto e del ginepro, i bagni nel mare cristallino e le calde serate sorseggiando l’ouzo.

Ma la terra degli Achei, quella delle odi di Omero, oggi non ospita eroi ma profughi. E in quella gente si imbatte, ad Atene, Michael. Cosa cavolo passa per quella testa abituata a ragionare in sistema binario non si sa. O forse sì: 0, 1. Un informatico è uno pratico, trova soluzioni. Michael parla con la moglie e dopo due giorni manda al diavolo la sua vacanza. Non regge a quell’umanità disperata e decide di fare qualcosa. Come San Francesco molla tutto per aiutare i poveri. Lascia il lavoro e crea un’associazione. Dà cibo ai senzatetto a Lesbo, soccorre chi arriva con le barche, distribuisce scarpe a Idomeni. Un centinaio di volontari, come per San Francesco, lo seguono e lo aiutano, contagiati dalla sua passione, dal suo disinteresse e dalla sua energia.

Pascale Bruderer, consigliera nazionale PS, gli consegna il premio dicendo che Michael è un eroe perché ha agito dove molti voltano la testa, c’è stato alla chiamata dell’umanità sofferente, rinunciando alla sicurezza finanziaria, a un lavoro e all’affetto dei familiari rimasti in Svizzera.

“E ciò ci impressiona” dice la Bruderer. Sì, ci impressiona. Alcuni odieranno Michael, come è stata odiata Lisa Bosia. È un odio antico, viene dalla pochezza di sentirsi inadeguati, dal vedere qualcuno che crediamo migliore di noi. Questo non ci piace. E allora rimuginiamo: “di sicuro ha i suoi interessi”, come dicevano per Lisa. Dicevano che si scopava gli africani, che prendeva soldi per farli passare, perché in alcune menti non si può fare niente per niente. Ma è lì che sbagliano, quello di Michael e Lisa è un fottuto egoismo. Loro stanno male se non fanno niente e allora vogliono stare bene, e fare, fare, fare. E non è mai abbastanza, è come una droga, come adrenalina. E se ne hai aiutati 100, vuoi aiutarne 200 e ce ne sarà sempre uno che rimane fuori.

“Sindrome di Schindler” l’ho chiamata io: potevi salvarne ancora uno. Io per fortuna non sono ammalato.

Chi è migliore di me sì.

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!